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Istruttoria aperta per la denuncia di Robi Srl e Grassano Spa

Il Conou è accusato di abuso di posizione dominante. Un sospetto sulla base del quale l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto un’istruttoria nei confronti del Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli olii esausti. L’accusa è arrivata da due società attive nello stesso settore di competenza di Conou. La prima è Robi Srl (acronimo di “Raccolta Oli Bruciati Industriali”), società bergamasca specializzata nella raccolta di rifiuti speciali: solventi, accumulatori, apparecchiature elettriche ed elettroniche, pneumatici, fanghi, medicinali. Poi l’altra accusa a carico del Conou è arrivata da Grassano Spa, che fa parte del gruppo Riccoboni e che svolge attività ambientali su tutto il territorio nazionale. Grassano raccoglie ed è capace di gestire fino a 10mila tonnellate di oli minerali usati all’anno. 

L’accusa: abuso di posizione dominante

L’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato vuole accertare una presunta violazione per abuso di posizione dominante. Conou ricopre un ruolo da monopolista legale nel riciclo dei rifiuti pericolosi rappresentati dagli oli lubrificanti usati. Conou, secondo l’accusa, avrebbe ingiustificatamente ostacolato l’operatività di due impianti di rigenerazione degli oli usati con caratteristiche di “prossimità” e con potenziali benefici ambientali, a vantaggio degli unici due rigeneratori attivi storicamente nel mercato italiano e riconosciuti dal Consorzio, il quale, oltre a ostacolare l’operatività dell’azienda Robi, non le avrebbe riconosciuto il corrispettivo di rigenerazione per l’attività svolta e non avrebbe corrisposto il contributo di raccolta sui volumi di oli esausti lavorati dal suo impianto. A Grassano Spa invece sarebbe stato contestato giudizialmente il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale da parte delle competenti autorità preposte.

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