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Nel 2022 in Italia si è utilizzato il 10% in più di suolo rispetto all’anno precedente

I danni prodotti da maltempo dipendono anche dalle condizioni del territorio, come dimostrano le ultime ore in Toscana. E il consumo di suolo in Italia continua a salire. Nel 2022 la superficie di terreno consumata registra 77 km2 in più, pari a 2,4 metri quadrati ogni secondo. Un incremento del 10% rispetto all’anno prima. Lo rivela il Sistema Nazionale Protezione Ambiente (SNPA) nel rapporto annuale sull’andamento, che tiene conto anche dell’impatto economico dell’impermeabilizzazione del suolo, il cui costo è di circa nove miliardi di euro annui.

Le cause: cementificazione, logistica e GDO

Insomma, il trend è in salita e le cause sono anche immaginabili: cemento, infrastrutture per la logistica e la GDO che nel corso dell’anno scorso hanno toccato il massimo dal 2006, con un picco di crescita superiore ai 506 ettari. Nel conto vanno messi anche parcheggi, edifici, nuove aree estrattive. E il fotovoltaico a terra: gli impianti hanno occupato quasi 500 ettari e meno della metà in aree classificabili come consumo di suolo. Le vittime dell’uso intensivo del suolo sono ovviamente le aree agricole: cancellati 4500 ettari in un anno. Dal report SNPA ci sono poi gli impatti sul clima e sul rischio idrogeologico. Nei giorni più caldi, le aree urbane con la maggior densità di coperture artificiali arrivano a valori tra i 43 e i 46 gradi. In media, la differenza di temperatura del suolo nelle aree urbane di pianura rispetto al resto del territorio è di circa quattro gradi d’estate con massime di sei gradi a Firenze e di oltre otto a Milano.

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