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Stanziamento da 1,7 miliardi di euro sulla base del decreto approvato a Palazzo Chigi ad aprile
È passato qualche mese ma alla fine la Commissione europea ha deciso di avallare il piano di incentivi deciso dal governo italiano sull’agrivoltaico. Si tratta del decreto siglato ad aprile a Palazzo Chigi che contiene misure sul regime d’aiuti nazionale. Bruxelles ha valutato il decreto in materia di impianti agrivoltaici innovativi sulla base delle norme Ue per gli aiuti di Stato constatando che si tratti di una “misura necessaria e adeguata” per il conseguimento degli obiettivi ambientali nazionali ed europei. Lo stanziamento riservato al comparto è di 1,7 miliardi di euro e in ogni caso, anche se tardivo, è un’approvazione a tutto tondo quella concessa dall’esecutivo Ue al governo.
Il piano agrivoltaico
L’obiettivo delle misure contenute nel decreto legge di incentivi all’agrivoltaico è l’installazione di almeno 1,04 GW di impianti entro il 30 giugno 2026. Il piano è parzialmente finanziato tramite il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e prevede in realtà un doppio incentivo: un contributo in conto capitale nella misura massima del 40% dei costi ammissibili per l’impianto agrivoltaico realizzato. Per queste sovvenzioni il governo ha stabilito un bilancio totale di 1,1 miliardi di euro. Poi c’è una tariffa incentivante a valere sulla quota di energia elettrica prodotta e immessa in rete. Con un bilancio stimato di 560 milioni di euro, questi incentivi verranno pagati durante la fase operativa dei progetti, per un periodo di 20 anni sotto forma di contratti bidirezionali per differenza (CfD). Una procedura di gara competitiva secondo il principio “pay-as-bid” (pagamento in base al prezzo di offerta) determinerà il valore delle tariffe. I progetti agrivoltaici verranno selezionati attraverso una procedura di gara competitiva in cui i beneficiari concorreranno per l’importo più basso della tariffa di incentivazione. Per l’accesso alle procedure sono previsti due distinti contingenti di potenza: un primo contingente di 300 MW destinato al solo comparto agricolo per impianti di potenza fino a 1 MW; un secondo contingente da 740 MW aperto anche alle associazioni temporanee di imprese composte da almeno un soggetto del comparto agricolo per impianti di qualsiasi potenza. C’è una condizione: gli impianti devono diventare operativi prima del 30 giugno 2026 per usufruire degli incentivi.