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Unica possibilità di rallentare il fenomeno: tassi di efficienza energetica raddoppiati e diffusione delle rinnovabili a quota 11 TW entro il 2030

Da più parti viene definita una specie di mission impossible, per un processo che ormai non è più gestibile. L’incremento della temperatura terrestre si avvia ad andare ben oltre il tetto di 1,5 gradi che era stato fissato per il contenimento del global warming. In sostanza, ci sarebbe poco da fare, eppure altri studi sono in corso: il report Global Energy and Climate Outlook prodotto lo scorso anno dal Polo Scientifico dell’Unione europea traccia la strada dell’impresa, perché di questo si tratta.  

La strada per il successo prevede che i tassi di efficienza energetica raddoppino e che la diffusione delle rinnovabili raggiunga quota 11 TW entro il 2030. Un dato in linea con quanto espresso alla recente COP28 di Dubai, ovvero il triplicamento degli investimenti sulle rinnovabili entro la fine del decennio. Ma è davvero possibile? Ancora lo studio del Polo dell’Ue riferisce che per il mantenimento dell’obiettivo del tetto di 1,5 gradi debbano esserci investimenti annuali cresciuti addirittura di sei volte dal 2022 al 2030: da un trilione di dollari a 5,7 trilioni di dollari.  

Missione impossibile

Se non si centrasse il target, il percorso sarebbe già segnato verso l’aumento di tre gradi entro il 2100. Gli investimenti annuali nelle batterie per veicoli elettrici dovrebbero crescere di 14 volte entro il 2030, rappresentando la più grande spesa nel campo delle tecnologie pulite. Inoltre, sempre secondo lo studio Ue, quelli sullo sviluppo delle tecnologie per la produzione elettrica rinnovabile dovrebbero raddoppiare dal 2022 al 2030. Poi, le nuove capacità annuali di energia eolica off-shore e on-shore dovrebbero crescere di 8 e 2 volte, unitamente al taglio dei costi del 16% e del 20%. Per non parlare del fotovoltaico, chiamato a una crescita che è davvero lontana dall’effettiva realizzazione: +270% entro il 2030, con i costi al ribasso del 35%. È realmente ipotizzabile questo scenario? Secondo lo studio dell’Ue, le emissioni globali sono destinate a raggiungere il picco entro la fine del decennio.

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