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Iter riprende in Parlamento a settembre

Si va verso il via libera della Corte Costituzionale al suicidio assistito e al fine vita. Questo cambiamento fondamentale darebbe al giudice il potere di determinare il livello di sofferenza associato a tali trattamenti, aprendo così all’opzione di interromperli, se vi fosse la richiesta esplicita della persona in questione. 

La norma sul Fine Vita dovrebbe essere oggetto di analisi al Senato dal 17 settembre, disciplinando il fine vita sul tema specifico dei limiti di non punibilità dell’aiuto al suicidio. A marzo il governo non si era presentato alle commissioni riunite Giustizia e Salute, poi l’iter è ripreso e quando sono stati incardinati i cinque disegni di legge sul tema, quattro dalle opposizioni e uno da FI, sono state fissate audizioni, fino allo stop.

Sul tema del Fine Vita, a Sostenibile Oggi il senatore di Fdl Antonio Guidi ha recentemente detto: “La mancanza di una legge sul fine vita in Parlamento è dovuta a diverse e complesse ragioni. In primo luogo, esiste un forte dibattito etico e morale su questo tema, che divide non solo i politici ma anche la società civile. Da una parte, c’è chi ritiene che la vita sia un valore sacro e intoccabile, dall’altra chi sostiene il diritto all’autodeterminazione, anche nelle situazioni di estrema sofferenza. Come neuropsichiatra e politico, riconosco la difficoltà di trovare un equilibrio tra questi due principi fondamentali e garantire il difficilissimo e funambolico equilibrio fra realtà laica e religiosa, che alberga nella società. Inoltre, il Parlamento è spesso impegnato in altre priorità legislative e la complessità del tema richiede un approfondimento e un consenso trasversale che non è facile da raggiungere“.

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