![]()
Nella galassia Pro-Gest spicca Trevikart, presente alla recente rassegna a Ecomondo
Il packaging sostenibile che sostituisce l’imballaggio in plastica. È la formula del successo di Trevikart – azienda presente alla recente rassegna annuale a Ecomondo – che fa parte della galassia Pro-Gest, che comprende 26 aziende nel territorio italiano. Una filiera integrata, unica in Italia come gruppo privato e non come multinazionale, che conta 1400 dipendenti e collaboratori, con una presenza capillare sul territorio: dal Trentino Alto Adige alla Puglia e soprattutto sviluppando una supply chainSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci che parte dalla raccolta della carta da macero, poi al riciclo nelle cartiere, alla trasformazione in foglio ondulato, sino alla produzione finale del packaging. Delle politiche sostenibili dell’azienda parla a SostenibileOggi Valentina Zago, direttrice generale del gruppo Pro-Gest.
“Facciamo grande attenzione al packaging sostenibile, le nostre aziende e la clientela con cui abbiamo relazioni ci contattano per studiare con loro le soluzioni ispirate alla sostenibilità. C’è il focus sull’uso del materiale riciclato, evitando così plastico, adesivo e quant’altro, è sempre più richiesto questo tipo di prodotto, lavoriamo molto sul food&beverage”, racconta Zago, che si sofferma sulle politiche attuate dalla Ue sulla riduzione degli imballaggi: “Sta ovviamente a cuore a tutti, è indubbio che si debba fare tutto quello che si può per ridurre gli imballaggi, si deve tener conto anche del trasporto, pensando bene alle dimensioni, alla grammatura del packaging. Mi sento di dire che l’Ue ha attraversato una fase molto idealista e poco pratica, dettata da varie parti politiche sull’attuazione delle direttive. Siamo tutti d’accordo sul favorire il riuso, piuttosto che puntare sui nuovi prodotti, ma se questo significa costruire nuovi impianti di stoccaggio, lavaggio, trasporto per sostenere il take away perché si decide che il cliente deve riportare il contenitore del prodotto al negozio, prodotto che poi viene lavato e riutilizzato, l’ideologia rende il riutilizzo insostenibile”.
La direttrice generale di Pro-Gest ha sottolineato anche che “il nostro processo, che è assorbito per il 60% dal settore alimentare, è sostenibile per definizione: partiamo dalle materie prime di scarto, sul riciclo c’è una cultura: è il terzo anno che chiudiamo il report di sostenibilità, l’abbiamo fatto su base volontaria, abbiamo voluto svilupparlo per tracciare tutte le attività dell’azienda”.