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Da Stoccolma parte lo «springboard» verso COP30 e la Conferenza ONU 2026: «Non possiamo parlare di clima senza parlare di acqua»

«Non possiamo parlare di clima senza parlare di acqua». Così Dan Ioschpe, Climate High-Level Champion di COP30, durante la World Water Week a Stoccolma. Le sue parole risuonano sullo sfondo di eventi estremi sempre più frequenti e distruttivi in tutte le latitudini del pianeta: nel solo 2024, secondo la World Meteorological Organization, si sono verificati oltre 600 eventi meteo estremi. In Brasile, le alluvioni nel Rio Grande do Sul hanno colpito centinaia di municipalità, provocando oltre 2 miliardi di dollari di danni e decine di migliaia di sfollati.

Troppa acqua, troppo poca o troppo inquinata. E l’intera crisi climatica si manifesta anche attraverso il ciclo idrico. Ecco perché la World Water Week 2025, conclusasi il 28 agosto, diventa lo «springboard» verso COP30 e la Conferenza ONU sull’Acqua del 2026.

World Water Week 2025: 6 assi strategici

Giunta alla sua 35ª edizione, la Settimana ha segnato un cambio di paradigma: l’acqua costituisce l’ossatura delle politiche climatiche. Fra i diversi panel, il COP30 Action Agenda, presentato dal Brasile, integra l’acqua in tutti in sei assi strategici:

  • protezione degli ecosistemi idrici;
  • efficienza irrigua;
  • resilienza urbana contro siccità e inondazioni;
  • governance multilivello;
  • mobilitazione di finanza climatica per infrastrutture idriche;
  • connessione tra soluzioni locali e framework globali.

A Stoccolma, questo approccio è stato declinato nel lavoro delle Activation Groups, nuovi gruppi intersettoriali che traghetteranno le soluzioni emerse verso COP30, e nella costruzione dei Thematic Days previsti per Belém, dove l’acqua sarà trattata come driver trasversale di transizione.

Il principio-guida del mutirão

Il rischio che la World Water Week si trasformi in una piattaforma autoreferenziale è stato esplicitamente affrontato. Il principio-guida è quello del mutirão, concetto brasiliano di sforzo collettivo, evocato da più voci tra rappresentanti di governi, imprese, comunità indigene e società civile al fine di tradurre le dichiarazioni in implementazione reale.

Come ha ricordato Maggie White (SIWI), «il mondo inizia a capire che l’acqua non è solo parte della soluzione. È la base». La sfida, ora, è portare questa consapevolezza nei piani nazionali di adattamento e nei contributi determinati a livello nazionale (NDC), entro il prossimo Global Stocktake del 2028.

World Water Week 2025: da Stoccolma al mondo intero

La World Water Week 2025 ha sancito un cambio di passo. L’acqua è la piattaforma attraverso cui leggere la crisi climatica e costruire risposte coerenti. Se COP30 saprà valorizzare questo slancio, potremo davvero parlare di un’integrazione tra ambizione e azione. Il rischio contrario? Che la consapevolezza maturata a Stoccolma resti confinata tra gli addetti ai lavori.

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