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Il 64% delle risorse destinato al Centro-Sud
Centotrenta milioni di euro per 70 progetti. È la cifra chiave, stanziata peraltro all’interno del Pnrr e comunicata qualche settimana fa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per il riciclo della carta e del cartone. Il 64% delle risorse sarebbe destinato al Centro-Sud, tra ammodernamento di strutture già esistenti, il resto nelle regioni settentrionali. Sicuramente un boost per le aziende del settore, che hanno a che fare con la filiera della carta e del cartone che mette l’Italia al vertice in Europa. I dati infatti, aggiornati al 2021, dal Rapporto “Il Riciclo in Italia 2022”, realizzato dalla Fondazione Sviluppo SostenibileLo sviluppo sostenibile è l'approccio per raggiungere la crescita economica e lo sviluppo sociale senza esaurire le risorse naturali e garantendo il benessere delle future generazioni. Implica equilibrio tra esigenze presenti e future, considerando l'ambiente, la giustizia sociale e l'economia... Approfondisci, riportano che sono state raccolte circa 3,6 milioni di tonnellate di carta e nel solo comparto degli imballaggi il tasso di riciclo ha superato l’85%.
Insomma, pare che gli italiani – e le imprese italiane – abbiano recepito l’importanza della carta e i vantaggi del suo riciclo. Ma restano alcune convinzioni sull’impatto ambientale, soprattutto sulla differenziata.
La carta, per esempio, non è riciclabile all’infinito. Solo l’alluminio ha questa proprietà. Anche la plastica può essere riciclata fino a tre volte. La carta non può, nel processo di riciclo si vanno ad alterare le proprietà meccaniche delle fibre, che si accorciano e diventano più flebili e deboli. Il fattore negativo è che in Italia ci sono pochi impianti (circa una cinquantina, soprattutto localizzati in Lombardia e Veneto) per il recupero della carta.
Altro totem da smentire: non tutta la carta è riciclabile. Se la carta, o cartone e cartoncino è stata sporcata, non si può procedere alla differenziazione e non possono essere recuperate e neppure le carte sintetiche ed i materiali tipo quella per alimenti e così gli scontrini o ricevute del bancomat, composti di carta termica, che non contiene solo cellulosa.
Tra i falsi miti che avvolgono il riciclo della carta c’è anche l’aumento delle emissioni di carbonio. E’ l’opposto: un riciclo efficiente contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2. I componenti principali della carta, infatti, sono materie prime naturali, rinnovabili, riciclabili e compostabili.
Poi, un altro evergreen: la forestazione sarebbe una conseguenza della produzione di carta: l’utilizzo di legname nel mondo è soltanto per il 12% conseguenza della produzione di carta. La deforestazioneDeforestazione La deforestazione è il processo di rimozione o distruzione di foreste o aree boschive su larga scala, generalmente per far posto ad attività umane come l'agricoltura, l'allevamento, l'estrazione mineraria o lo sviluppo urbano. Questo fenomeno ha profonde implicazioni ambientali,... Approfondisci ha come causa principale la conversione delle foreste in terreni agricoli e la raccolta di legname per altri usi.
Un altro falso mito è il consumo di tanta energia per produrre carta. In media il consumo annuale di carta di un cittadino è di 200 kg. Per produrli, si consumano 500 kWh di elettricità, l’equivalente del consumo di una lampadina di 60W accesa per un anno. L’industria della carta in Europa rappresenta attualmente un esempio di eccellenza per l’utilizzo di tecnologie pulite. Sul consumo d’acqua: sono impiegati circa 24 metri cubi di acqua per produrre una tonnellata di carta. Inoltre, dell’acqua utilizzata nel processo produttivo, il 90% è di riciclo.