![]()
La Francia, al contrario, pensa a una legge per farne di più
Atomo sì, atomo no. Alcuni stati lo sostengono convintamente. Per altri c’è l’incubo legato alla sicurezza degli impianti, dopo la sciagura di Fukushima del 2011. Il capitolo nucleare è sempre un tema caldo nell’Unione europea: entro due anni, la terza parte dei reattori che sono attualmente in funzione nell’Ue arriverà alla fine del ciclo di lavoro. Da qualche ora la Germania ha spento gli ultimi tre reattori in funzione, sforando solo di qualche mese il cronoprogramma d’uscita che rappresenta il punto finale di una transizione green senza l’utilizzo di energia nucleare. Il primo reattore è stato acceso oltre 60 anni fa, Kahl Vak, a est di Francoforte, mentre per il cambio di strategia è stato decisivo quanto accaduto 12 anni fa a Fukushima.
Ma se i tedeschi indicano una strada, assieme a Spagna e Lussemburgo, ovvero che per la produzione di energia totalmente pulita si passa attraverso le rinnovabili (soprattutto le turbine eoliche) e in ogni caso su una strategia distante dal nucleare, anche in un contesto internazionale segnato dalla guerra in Ucraina che l’ha privata del gas russo, altrove, tipo in Francia, primo paese europeo sul nucleare, lo scenario è assai diverso. Il sistema politico francese pensa anzi a una legge per accelerare la produzione di nuovi reattori, anche se Macron nella precedente esperienza al governo si era impegnato affinché il nucleare rappresentasse non oltre il 50% delle quota energetica del paese. La Francia inoltre ha lanciato un’alleanza sul nucleare, sostenuta anche da Bulgaria, Croazia, Finlandia (dove è stato inaugurato il reattore più grande d’Europa), Repubblica Ceca, Ungheria, Paesi Bassi, Polonia (dove è in costruzione il primo impianto), Romania, Slovacchia e Slovenia. L’obiettivo dell’alleanza è promuovere la ricerca, l’innovazione e “regole di sicurezza uniformi”. Il nucleare è un trend topic in altri stati membri dell’Ue, dal Belgio al Portogallo, poi Danimarca, Austria. Il pressing francese pareva dovesse coinvolgere anche l’Italia o almeno questo era trapelato in un vertice europeo a Stoccolma, a fine febbraio, fino alla smentita del governo, anche se il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, si è detto aperto alla sperimentazione del cosiddetto nucleare pulito, sul cosiddetto “nucleare pulito”, di ultima generazione, ovvero la fusione nucleare, che a differenza della fissione nucleare che caratterizza le centrali odierne, produrrebbe quantità pressoché illimitate di energia senza emissioni di gas nocivi o gas serraGas serra: cosa sono e quale impatto hanno sull'ambiente Definizione di gas serra Cosa sono i gas serra I gas serra sono una serie di composti chimici presenti nell'atmosfera che hanno la capacità di trattenere il calore proveniente dal Sole,... Approfondisci e con la produzione di limitate quantità di scorie radioattive. Anche se al momento la fusione è solo un miraggio, si intravede qualche spiraglio di certificazioni negli Stati Uniti ma tengono più banco i diversi incidenti avvenuti nelle centrali nucleari.
L’Italia, assieme alla Lituania, ha cancellato nel 2011 con l’aiuto di un referendum (94% di contrari) e prima ancora con un altro referendum (nel 1987) l’uso dell’energia nucleare. Il tema è controverso, ci sono stati governi, tipo nel 2008 con la proposta di costruire dieci reattori. La scorsa estate, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione per inserire il nucleare e il gas tra le fonti verdi della tassonomia europea.