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“L’IA metterà in pericolo diverse professioni, creando delle distanze sociali enormi”

Il messaggio di Trump, andando oltre le cialtronate che dice, è chiaro e contiene anche una domanda che riguarda tutti: non basta l’uso dell’energia rinnovabile nell’era della rivoluzione energetica, c’è ancora bisogno delle fonti fossili”. Così Sebastiano Maffettone, filosofo-politico, docente all’Università Luiss di Roma, su SostenibileOggi analizza lo scenario attuale, dove la geopolitica si intreccia con la sostenibilità, che a sua volta ha visto una mutazione nel corso degli anni. 

Nel 1968 c’era la percezione di un capitalismo cattivo e inquinante e si venne a creare un modello di sviluppo utopico, in nome del vivere bene insieme, con rapporti sociali meno competitivi, in armonia con ambiente. Poi negli anni ‘80, con la pubblicazione del rapporto Brundtland “Our common future” da parte della Commissione mondiale su Ambiente e Sviluppo, venne delineata la moderna definizione di “sviluppo sostenibile” che riconosce un’autentica correlazione tra il reale benessere umano intergenerazionale e il benessere ambientale. E arriviamo ai tempi nostri, con l’ESG che è stata “sposata” dai fondi di investimento”, riflette il docente della Luiss, “Ora la letteratura d’avanguardia si è interrogata sulla sostenibilità, con due obiezioni: la prima di destra, secondo cui il business è fare soldi, essere produttivi, con poco spazio per le questioni ambientali, sociali e di governance, mentre da sinistra emerge che se fosse “veritiera”, la sostenibilità sarebbe un sogno, ma in realtà è solo greenwashing. Ma ora c’è il terzo intoppo ed è la questione energetica: c’è energia sufficiente per consentirci la sostenibilità?”, si chiede Maffettone, che evidenzia la questione dei data center per sostenere l’uso dell’intelligenza artificiale che richiede grandi quantità di energia e degli errori dell’Ue: “È caduta nella gaffe dell’auto elettrica, così fallisce la Germania e mezza Europa, non si può fare”.

Secondo Maffettone, la questione energetica, soprattutto l’uso della IA – su cui ha scritto un libro con Padre Benanti (teologo francescano esperto di bioetica, docente alla Pontificia Università Gregoriana, presidente del Comitato per l’intelligenza artificiale istituito presso il Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, membro del Comitato sull’IA delle Nazioni Unite) dal titolo ““Noi e la macchina: Un’etica per l’era digitale” – metterà in pericolo diverse professioni, creando delle distanze sociali enormi, il digitale sostituirà i colletti bianchi, rischiano i notai, gli architetti, i bancari, ci saranno problemi di sostenibilità sociale”. 

Ma l’uso invasivo della tecnologia determina, secondo Maffettone, una rivoluzione anche sul tema della governance: “Musk incide sulle elezioni in Germania, stringe con Farage nel Regno Unito, rappresenta l’evoluzione del . movimento cyber, che è nato libertario, mentre la realtà di oggi è tecnofascista”.