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SostenibileOggi intervista Gian Luca Spitella, Direttore Comunicazione di ARERA

La fase di transizione del mercato libero dell’energia tra la situazione reale e quello che viene percepito dagli utenti, insieme ad alcune indicazioni utili per la consultazione della bolletta. Ne ha parlato a SostenibileOggi Gian Luca Spitella, Direttore Comunicazione di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), affrontando temi che stanno a cuore a una platea di circa 20 milioni di italiani che hanno a che fare con le bollette di gas ed energia elettrica

Si parla del rincaro dei prezzi, ma c’è una grande distanza tra la realtà concreta e la percezione dei consumatori.

Il tema è molto ampio: c’è un problema di comunicazione. I cambiamenti verso il mercato libero, come tutte le liberalizzazioni fatte nel tempo, hanno portato a un momento di perplessità iniziale. In termini di comunicazione il pubblico ora è più capace di ricevere messaggi e di interpretarli, e ora la progettazione della comunicazione capillare per spiegare i cambiamenti a tutti i segmenti, è la parte più complicata, perché si deve garantire a tutti lo stesso livello di informazione. Si deve capire dove siamo, sulla scelta di un mercato: si parte dalla consultazione della bolletta, se si è nel mercato libero o meno e anche in che categoria ci si trova, se tra i vulnerabili del mercato o meno. Per chi è tra i non vulnerabili, si può scegliere nel mercato libero quello che fa più comodo, come avveniva per i piani per i cellulari quando è arrivata la liberalizzazione di quel settore.

Parlando di bollette, secondo Lei la crisi energetica durerà a lungo, in questo contesto geopolitico?

Quando ARERA comunica i dati, crea un effetto onda sulla comunicazione e quindi fa avere la percezione che a tutti si alzerà la bolletta. Ma ARERA si occupa delle persone vulnerabili, e quindi la comunicazione riguarda loro, sotto la tutela di ARERA. Quindi si deve fare una tara, verificando sulla propria bolletta se c’è l’aumento, perché capita anche che si scelga un prezzo fisso per due anni, quindi l’aumento non ci tocca. Questa è la base per fare delle scelte consapevoli.

C’è il rischio che ci sia confusione e che le voci in bolletta risultino ancora incomprensibili, soprattutto per chi non ha familiarità con il digitale. Qual è il consiglio che possiamo dare agli utenti?

Noi abbiamo uno sportello per il consumatore, con degli operatori di ARERA che rispondono a queste questioni specifiche. La bolletta è complicata e ricca di informazioni, ma io faccio sempre l’esempio delle etichette alimentari: si trovano anche lì delle voci che non si capiscono. Più informazioni io inserisco nello strumento e più è difficile che tutti capiscano tutto. Si tratta di uno strumento capillare, un direct marketing, ma la bolletta si legge sempre obtorto collo, perché si deve pagare. Quando si arriva a leggere la bolletta se non lo si è mai fatto, questo ha ovviamente un grosso impatto. Ma sulla bolletta ci sono voci sempre simili: le cose che noi compriamo (una quantità variabile), le tasse e le imposte che sono quote fisse, e poi altre quote fisse che riguardano il trasporto.

Una cosa che può essere utile, a parte lo sportello citato prima: sul sito ARERA ci sono pagine dedicate a bonus sociali in base all’ISEE. L’invito ai cittadini è quello di cominciare ad approfondire le informazioni che riguardano l’energia.