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Il numero di chilometri percorsi dalle auto private deve scendere del 40% nei prossimi anni

Meno viaggi e percorsi più brevi. E’ la strategia per ridurre le emissioni nell’area occidentale dell’Inghilterra, dove da 15 anni non si registrano miglioramenti nella qualità dell’aria. Per una buona fetta degli inglesi, in particolare della zona occidentale del paese, l’automobile resta il mezzo preferito per recarsi al lavoro: il 52% ha fatto uso dell’auto nel 2022, inoltre si è sviluppata la tendenza – essendo l’Inghilterra occidentale un’area benestante del paese – ad acquistare Suv che minacciano la sostenibilità ambientale, compensando in senso negativo l’uso di auto elettriche (che è in crescita) e di mezzi di trasporto alternativi: un trend che ha portato la West of England Combined Authority a stabilire un parametro molto netto per iniziare a invertire la tendenza, ovvero che il numero di chilometri percorsi dalle auto private deve scendere del 40% nei prossimi anni, affinché si possa arrivare a centrare gli obiettivi climatici di net zero entro il 2030

La questione avvolge ovviamente anche le auto elettriche: il ministro delle finanze del Regno Unito, Jeremy Hunt, nei mesi scorsi ha chiarito che dal 2025 sarà introdotta nuovamente la tassa sulle auto elettriche. Dunque, si pagherà il bollo auto anche per i veicoli a emissioni zero. La scelta di reintrodurre la tassa fa parte di un più ampio progetto di aumenti fiscali e tagli di spesa per sanare un buco di 55 miliardi di sterline che si è aperto nelle finanze pubbliche britanniche. Nonostante la scelta del governo inglese, in Inghilterra si sta verificando un fenomeno inconsueto: secondo gli analisti di Zeus Capital UK, il mercato dell’usato elettrico è salito a febbraio del 260%, determinando il crollo dei prezzi di vendita, poiché tanti automobilisti stanno vendendo la loro auto elettrica saturando il mercato dell’usato e contribuendo ad abbassare il valore delle macchine alimentate a batteria. Invece le auto con motori termici immesse nel circuito dell’usato sono diminuite del 20%: incide la discesa del costo dei carburanti, mentre restano alti i prezzi dell’energia elettrica.