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La bozza zero dell’Onu contiene varie opzioni di attuazione dello stop alla plastica
Riduzione della plastica prodotta a livello globale. Un obiettivo che manda in apprensione i colossi delle compagnie petrolifere. La questione è sul tavolo dopo la prima bozza – definita la bozza zero – preparata dall’Onu che contiene varie opzioni di attuazione dello stop alla plastica. Una di queste riguarda proprio il limite alla produzione di plastica, obiettivo mai rispettato da parte dei governi. Un’altra opzione invece riguarda l’azzeramento di tutti gli incentivi per la produzione della plastica, ma anche l’introduzione di nuove e salate tasse per i produttori. La bozza Onu segna una netta scelta di campo: da un lato c’è l’Unione europea che sostiene gli obiettivi delle Nazioni Unite, dall’altro i principali produttori di petrolio e gas come gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita che restano in silenzio. La soluzione, che sarà discussa a novembre a Nairobi, non è certamente dietro l’angolo.
A marzo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha presentato un nuovo rapporto sull’inquinamento legato all’utilizzo della plastica, in vista della seconda tranche di negoziati a Parigi per la realizzazione di un accordo globale sul tema. Materiale che è in aumento dal 2005, l’Ue ha provato a metterci una pezza con la Plastic Tax (in Italia attualmente rinviata al 2024) ma in tutto il mondo attualmente sono circa 171 mila miliardi i frammenti di plastica che finiscono in mare, secondo lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Plos One. Oltre a inquinare il suolo e il mare però, si stima che la plastica sia responsabile di circa il 3% delle emissioni globali di gas serraGas serra: cosa sono e quale impatto hanno sull'ambiente Definizione di gas serra Cosa sono i gas serra I gas serra sono una serie di composti chimici presenti nell'atmosfera che hanno la capacità di trattenere il calore proveniente dal Sole,... Approfondisci durante il suo ciclo di vita. Una serie di parametri che ha poi portato l’Onu ad aprile ad annunciare che le grandi potenze governative mondiali puntano a non produrre ulteriore inquinamento da plastica a partire dal 2040: il preludio alla composizione della bozza zero. Il prossimo passo è atteso a Nairobi, ma la soluzione richiederà negoziati e tempo.