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Potsdam Institute: il superamento della soglia su scala globale per l’equilibrio della Terra “è ormai probabilmente inevitabile”

Il processo di acidificazione degli oceani è un fenomeno irreversibile. Non potrebbe essere contenuto neppure se vi fosse un’immediata marcia indietro – peraltro poco pronosticabile – sulla produzione di emissioni dannose per l’atmosfera. Lo scenario è prefigurato da un recente report del Potsdam Institute for climate impact research (PIK), secondo cui, appunto, allo stato attuale, il superamento “è ormai probabilmente inevitabile”, della soglia definita su scala globale che l’umanità non dovrebbe superare per tenere in equilibrio il funzionamento della Terra, con la conservazione, per esempio, delle specie viventi. Le soglie sono state fissate 15 anni fa sulla base di limiti planetari: cambiamento climatico, deforestazione, perdita di biodiversità, quantità di prodotti chimici sintetici, riserve di acqua dolce e equilibrio del ciclo dell’azoto. Il processo di acidificazione, ossia la modificazione del pH (indice, appunto, dell’acidità) delle acque oceaniche, con disequilibrio dell’ecosistema, è una minaccia per coralli, plancton, crostacei e molluschi. Si rischia, anzi pare essere certo, l’effetto ripercussione sulla catena alimentare marina.

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