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Quasi nove miliardi di dollari nel Fondo verde per il Clima dal 2024 al 2027
Quasi nove miliardi di dollari dai paesi ricchi a quelli poveri per combattere il climate change. Questa è la somma che è stata stanziata dalle realtà industrializzate creando così il Fondo verde per il Clima: progetti dal 2024 al 2027 nei paesi emergenti e in via di sviluppo. La decisione è stata assunta recentemente a Bonn durante il punto sul sostegno finanziario ai paesi più poveri e che sarà l’elemento fondante della prossima Cop28 a Dubai. Alle Ong l’entità del Fondo verde per il clima piace poco. Venticinque paesi si sono impegnati e altri cinque hanno espresso l’intenzione di farlo a breve.
Germania e Francia aumentano i fondi, silenzio invece dagli Usa
Oltre il 70% degli stati contributori ha incrementato l’impegno rispetto alla precedente conferenza dei donatori del 2019, tra cui Germania, Austria e Francia. Danimarca, Irlanda e Liechtenstein hanno raddoppiato i loro impegni. Non c’è stato invece alcun riferimento nella riunione di Bonn all’intervento degli Stati Uniti anche se in primavera il presidente Joe Biden ha annunciato il finanziamento da un miliardo di dollari per il clima per i paesi in via di sviluppo in un vertice virtuale sul clima alla Casa Bianca. Il Fondo fornisce sovvenzioni, prestiti, garanzie e capitali ai paesi in via di sviluppo per combattere le conseguenze del cambiamento climatico e cerca anche di mobilitare capitale privato. Gli impegni assunti alla conferenza di Bonn contribuiranno a ricostituire il Fondo verde per il clima con sede in Corea del Sud, istituito nel 2010 come veicolo di finanziamento per i paesi in via di sviluppo. È il più grande fondo di questo tipo mirato a sostenere finanziariamente le nazioni più povere nella riduzione delle emissioni, nella gestione degli impatti dei cambiamenti climatici e nella spinta verso l’energia pulita.