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Dati ESA: estensione per 26 milioni di km quadrati, il triplo del Brasile
Il buco dell’ozono collocato al di sopra dell’Antartide continua a crescere, arrivando vicino al record. Secondo i dati dell’Agenzia Spaziale Europea, sulla base di misurazioni del satellite Sentinel-5P, messo a punto dal programma Copernicus di Esa e dalla Commissione Ue, il buco si estende per circa 26 milioni di chilometri quadrati: corrisponde a tre volte la superficie di un paese parecchio esteso come il Brasile. La rilevazione colloca la dimensione attuale al decimo posto fra le estensioni rilevate negli ultimi 44 anni, che hanno raggiunto il massimo nel 2000, toccando quota 29,9 chilometri quadrati. Le dimensioni si modificano seguendo un ritmo regolare: aumentano progressivamente da agosto a ottobre, periodo in cui raggiungono la massima estensione, per tornare nella norma entro la fine di dicembre, quando il vortice polare si indebolisce.
Il Protocollo di Montreal
Quest’anno, secondo le rilevazioni, il buco dell’ozono si è aperto in anticipo a causa dell’eruzione del vulcano Hunga-Tonga, avvenuta fra dicembre 2021 e gennaio 2022, che ha portato grandi quantità di vapore acqueo negli strati superiori dell’atmosfera. Ridurre le emissioni di Co2 e utilizzare gas propellenti sono i provvedimenti presi negli anni per contrastare il buco dell’ozono. Nel 1987 è stato introdotto inoltre il Protocollo di Montreal, poi entrato in vigore nel 1989, firmato da 196 Stati: l’impegno era di non utilizzare le sostanze che contribuiscono alla riduzione dello strato di ozono nell’atmosfera. Tra le misure previste dal protocollo c’è anche la nebulizzazione delle sostanze dannose e l‘impiego di tecnologie che servono a ridurre l’impatto delle emissioni.