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Solo nell’8% delle dichiarazioni dei leader politici c’è un riferimento alla situazione climatica
Il grande assente sulla scena politica in vista del voto alle Europee. Non compare nei talk show, meno ancora nelle dichiarazioni d’intenti dei politici candidati. Ma in realtà sarebbe la motivazione che dovrebbe portare gli elettori italiani al voto. Si chiama clima, illustre sconosciuto. Dal premierato all’autonomia, la Rai e i partiti: per le Europee si è discusso di tutto, tranne che del cambiamento climatico.
La certificazione arriva dallo studio dell’Osservatorio di Pavia su indicazione di Greenpeace Italia sui temi ambientali nella campagna elettorale: analizzati i post dei leader politici piazzati su Facebook nei primi 15 giorni di maggio, solo nell’8% delle dichiarazioni dei principali leader politici italiani si fa almeno un riferimento alla crisi climatica. E va ancora peggio sul tema del climate change, del riscaldamento del Pianeta, che da alcuni esponenti di forze politiche di destra viene anche negato. Eppure ci sarebbe da discutere dell’applicazione del Green Deal europeo, prima voluto dalla cosiddetta maggioranza Ursula e poi rinnegato da una parte della coalizione: manicheo e ideologico per i conservatori, invece la base per rafforzare la transizione ecologica, con investimenti pubblici più massicci, secondo i progressisti, i verdi, i socialisti europei. Ma in Italia non se ne parla.
L’elenco delle figure politiche passate allo scan sono Bonelli, Calenda, Conte, Fratoianni, Magi, Meloni, Pichetto Fratin, Renzi, Salvini, Schlein e Tajani. E se Elly Schlein ha parlato di clima in quasi l’8% totale dei suoi post su Fb, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lo ha fatto nel 3,4% dei casi.