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Centinaia di delfini vittime della pesca intensiva e dell’inquinamento dei mari in Italia, Francia, Stati Uniti: Legambiente stila il Codice dei Pescatori

L’allarme degli animalisti è spesso caduto nel vuoto. Forse, è già scaduto. L’emergenza dei cetacei spiaggiati, soprattutto delfini, è in corso, con stragi recenti anche in Francia (sono stati rinvenuti 370 esemplari in poco più di due mesi) e Stati Uniti, sulle coste del New Jersey. I numeri sono estremamente preoccupanti anche in Italia: sono 192 i cetacei ritrovati sulle spiagge in 15 mesi sulle coste italiane solo nel 2022. Il conteggio nel 2023 arriva a 30 unità, secondo i dati emersi dalla Banca Dati Spiaggiamenti, gestita dal CIBRA dell’Università degli studi di Pavia e dal Museo di Storia Naturale di Milano, il risultato di un team di lavoro cofinanziato dal Programma Life dell’Unione Europea e coordinato dall’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRBIM-CNR). 

Sono soprattutto delfini, che si trovano tra Liguria, Sardegna e Campania: 71 esemplari sono rimasti impigliati nelle attrezzature da pesca, oppure avvolti dalle reti dopo essersi avvicinati alle imbarcazioni alla ricerca di cibo. Dunque, è l’effetto della pesca intensiva. Ma i delfini sono esposti anche all’inquinamento sia ambientale (non sono rari i casi di sversamento di petrolio e altre sostanze inquinanti) che acustico e alle conseguenze della crisi climatica.

In Italia, grazie al CERT dell’Università di Padova, partner di progetto, è stato elaborato per la prima volta un framework diagnostico adottato a livello nazionale che coordina la rete spiaggiamenti italiana, per essere applicato nel corso delle necroscopie sui delfini. L’obiettivo del progetto Life Delfi è limitare le interazioni tra delfini e pesca professionale, che produce danni in realtà anche per i pescatori che subiscono consistenti perdite economiche, a causa dei danni che i delfini vanno a provocare nell’impatto con la strumentazione da pesca. 

Sempre Life Delfi porta avanti attività di ricerca e monitoraggio dei delfini nelle diverse aree per studiare le popolazioni residenti e comprendere meglio il comportamento dei delfini quando interagiscono con la pesca. I pescatori sono coinvolti con programmi di sensibilizzazione, attività in mare e corsi di formazione per indirizzarli alla pesca sostenibile, tra tecniche a basso impatto ambientale come le nasse da sostituire alle reti da posta, tra le più rischiose per i delfini. Per l’adozione della pesca sostenibile, Legambiente ha elaborato in collaborazione con i partner di Life Delfi il Codice di condotta per i pescatori: un documento che definisce principi di responsabilità e buone pratiche con un duplice obiettivo, ovvero la conservazione e gestione sostenibile delle risorse di pesca e la tutela della biodiversità dei mari.

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