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Greenpeace Italia e Comitato Glaciologico Italiano: persi 9 cm di spessore al giorno su ghiaccio dei Forni

L’ultimo dato è decisamente allarmante: persi nove centimetri di spessore al giorno sul ghiacciaio dei Forni. La prova del ghiaccio che si scioglie in Italia: sono dati relativi alla seconda metà di agosto (quando il caldo era al suo zenit) e confluiti nello studio pubblicato a ottobre sullo stato delle cose delle nevi italiane, prodotto da Greenpeace Italia e dal Comitato Glaciologico Italiano. Ma anche lo scorso inverno, come testimoniato dallo studio della Fondazione CIMA, sulle Alpi italiane è caduta meno di metà della neve rispetto alla media storica: l’equivalente in acqua della neve (si definisce snow water equivalent) a metà febbraio indicava -53% sull’intero arco alpino. In sostanza, si perde neve in Italia. Nevica sempre meno ad alte quote, e ovviamente c’entra la questione ambientale, l’aumento delle temperature medie. Secondo l’analisi del CNR pubblicato sul Journal of Mountain Science lo scorso agosto, l’incremento delle temperature medie è intorno a +0,16 gradi ogni decennio. Un processo inarrestabile. 

La situazione italiana

Un altro contributo arriva dallo studio di AINEVA (Associazione interregionale neve e valanghe): si riducono i giorni con neve in montagna sull’arco alpino, mentre secondo Eurac Research questo scenario assai preoccupante diventerà una specie di consuetudine nell’arco dei prossimi decenni, con orizzonte puntato al 2100, quando i giorni di innevamento sulle Alpi in media saranno dimezzati rispetto all’ultimo ventennio. Le conseguenze sono davvero nefaste, anche per il comparto turistico che si basa sull’innevamento delle cime montuose: secondo lo studio dell’Università di Grenoble, dello scorso agosto, il 98% delle 2.234 stazioni sciistiche studiate in 28 paesi europei saranno ad altissimo rischio di fornitura di neve con un riscaldamento globale che oscilla tra i due e quattro gradi.

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