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Global Carbon Budget: emissioni da fossili a 37,5 miliardi di tonnellate

Alla Cop28 di Dubai si è ribadito l’all-in sulle energie rinnovabili nell’ottica della transizione ecologica e ci sono diversi studi che provano quanto il costo delle stesse rinnovabili andrà a scendere nei prossimi anni, diventando più competitivo rispetto a quello delle fossili. In pratica, un assist alla rivoluzione verde. Nonostante tutto, nel 2023 si è registrato il record di emissioni di anidride carbonica. Questo è quanto ha certificato la pubblicazione annuale Global Carbon Budget, prodotta da un gruppo di studiosi. 

Secondo i dati dell’analisi, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è arrivata a 419,3 parti per milione in media nel 2023 (+2,4 ppm) e le emissioni da fossili nell’anno hanno toccato 37,5 miliardi di tonnellate, che rappresenta un nuovo primato, a + 400 milioni di tonnellate. In sostanza, si è raggiunto il picco, mentre si sono registrati o meglio sono stati raccontati tutti i segnali di un’inversione di tendenza. 

Europa penalizzata da Cina e India

L’Europa taglia le emissioni o quantomeno ci prova, avendo il riferimento della transizione ecologica. La sforbiciata, rileva lo studio, da circa 200 milioni di tonnellate di CO2, arrivata dal Vecchio Continente, è stata ampiamente compensata dalle 230 milioni di tonnellate di carbonio prodotte invece dall’India. Per non accennare alla Cina, che ha saputo produrre il doppio delle emissioni indiane: sono state 460 milioni di tonnellate, annullando anche il percorso virtuoso intrapreso dagli Stati Uniti, con 150 milioni di tonnellate. 

Il resto del mondo emette per 14 miliardi di tonnellate. Nel complesso, le emissioni di Pechino incidono sul 31% del totale, quelle americane sul 14%, quelle indiane pesano per l’8%, europee per il 7%, russe per il 4% e infine quelle giapponesi per il 3%.

Il carbone cinese

A livello mondiale il combustibile che inquina di più è il carbone, con 15,4 miliardi di tonnellate di CO2. Seguono il petrolio (12,1), il gas (7,8). Solo qualche mese fa si scriveva di carbone-mania in Cina. Il boom iniziato nell’estate del 2022 non accenna infatti a rallentare: gli impianti in costruzione da gennaio a giugno hanno retto il passo del secondo semestre dell’anno scorso. Con le nuove autorizzazioni, la capacità totale di energia prodotta da carbone della Cina crescerà del 23% entro il 2027 e si dovrebbe arrivare al 33% entro il 2029. Lo studio Global Carbon Budget indica che il 71% (8,5 miliardi di tonnellate su 11,9 totali) della produzione cinese di emissioni arriva dal carbone.

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