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Sono andati perduti 16 milioni di dollari l’ora negli ultimi 20 anni
Centoquaranta miliardi di dollari annui. Se in precedenza era possibile soltanto immaginare quali fossero i costi per l’alterazione delle condizioni dell’ecosistema, ora c’è una cifra che appare sulla rivista Nature Communications. È il primo studio che prova a calcolare i costi direttamente attribuibili al surplus di intensità e frequenza degli eventi climatici estremi causato dal climate change antropico e arriva alla cifra totale di 16 milioni di dollari ogni ora negli ultimi 20 anni. Ecco dunque su carta il peso economico della furia di uragani, inondazioni, ondate di calore tentando per la prima volta una stima dei danni direttamente attribuibili al riscaldamento globale antropico.
Secondo lo studio, 1,2 miliardi di persone sono state colpite dal climate change
Lo studio si basa su tutti i lavori disponibili di Extreme Event Attribution, una branca della scienza del clima che calcola quanto la crisi climatica generata dall’uomo sia andata ad alterare la frequenza e intensità degli eventi climatici estremi. I ricercatori hanno combinato i dati così raccolti con quelli sui costi socioeconomici di questi eventi, estrapolando i dati mancanti per arrivare a una stima dei costi globali. Secondo lo studio, circa 2/3 (il 63%) dei danni stimati è attribuito alla perdita di vite umane. Tempeste, cicloni e uragani sono responsabili per due terzi degli impatti, seguiti da altri eventi climatici estremi come ondate di calore (16%) e inondazioni e siccità (10%). Lo studio inoltre non tiene conto di fattori che hanno un impatto non trascurabile, come il calo della resa agricola e l’aumento del livello dei mari. In 20 anni, calcolano gli autori dello studio, gli impatti degli eventi climatici estremi hanno toccato direttamente 1,2 miliardi di persone. Ma, come è estremamente possibile, la situazione reale è anche più pesante in termini di costi economici. E in futuro, a quanto pare, il saldo sarà ancora più in passivo.