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Si chiama Hydra: il progetto vale 88 milioni di euro

L’utilizzo dell’idrogeno per procedere alla decarbonizzazione dell’acciaio. Il progetto di ricerca, sviluppo e innovazione si chiama Hydra ed è stato approvato dalla Commissione Ue e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. E sarà RINA, multinazionale di ispezione, certificazione e consulenza ingegneristica e mente di Hydra, a guidare il progetto che vale 88 milioni di euro. Il lavoro sarà portato avanti nel centro sviluppo materiali di RINA, in provincia di Roma (a Castel Romano). In sostanza, si mira a produrre l’acciaio verde, un passo potenzialmente decisivo in un settore che ha un peso specifico nella produzione di emissioni: l’industria siderurgica mondiale ha un impatto dell’8% sul totale delle emissioni di anidride carbonica e per produrre una tonnellata di acciaio mediamente vengono rilasciate in atmosfera 1,63 tonnellate di CO2.

Una mini acciaieria, costruzione pronta per il 2025

Hydra si concretizzerà nella progettazione e nella realizzazione di una specie di mini acciaieria con la sperimentazione dell’idrogeno in ogni fase del ciclo di produzione dell’acciaio. La struttura, la cui costruzione terminerà entro il 2025, sarà composta da un impianto di riduzione diretta del minerale di ferro (DRI) attraverso l’utilizzo di idrogeno quale agente riducente e da un forno elettrico. L’impianto, a regime, avrà la possibilità di sperimentare la produzione di acciaio fino a sette tonnellate all’ora, con una significativa riduzione di CO2. Grazie al progetto Hydra si punta a produrre acciaio emettendo una frazione marginale (nell’ordine dei chilogrammi) dell’anidride carbonica rilasciata attualmente. RINA vanta diverse esperienze in progetti di decarbonizzazione tramite l’idrogeno, compreso il primo test mondiale nei processi di forgiatura con un misto di gas naturale e idrogeno al 30%.

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