![]()
Green Wins | Buone notizie dal pianeta. Dal Portogallo un dato record che riapre il tema della transizione energetica in Europa
A gennaio 2026 il Portogallo ha coperto con fonti rinnovabili l’80,7% della produzione elettrica, il dato più alto nell’Unione europea per il mese. A trainare il risultato sono stati soprattutto idroelettrico (36,8%) ed eolico (35,2%), con il solare al 4,4%. Secondo APREN e REN, per 210 ore non consecutive la produzione rinnovabile è stata sufficiente a coprire l’intero consumo nazionale, con un risparmio stimato di 703 milioni di euro rispetto a una generazione equivalente da centrali a gas.
Rinnovabili in Portogallo, il messaggio per l’Europa e per l’Italia
È una notizia che entra a pieno titolo nella nostra rubrica Green Wins | Buone notizie dal pianeta perché mostra un punto spesso trascurato nella transizione energetica: le rinnovabili sono una quota strutturale del mix elettrico in alcuni Paesi europei. Il caso portoghese è interessante anche perché arriva dopo mesi segnati dal grande blackout nella Penisola iberica del 28 aprile 2025, un evento che aveva riacceso dubbi sulla tenuta dei sistemi elettrici. Le analisi successive, però, hanno attribuito le cause a problemi tecnici e di pianificazione della rete, non alla presenza delle fonti rinnovabili. Il punto, semmai, è un altro. Accanto alla crescita di eolico e solare servono reti più moderne, flessibilità e investimenti infrastrutturali.
Accelerare sulle rinnovabili può aumentare resilienza e competitività, ma solo se la transizione viene accompagnata da una governance di sistema. Il Portogallo mostra che una quota molto elevata di elettricità pulita è già possibile in Europa, anche in inverno, grazie a un mix diversificato e a condizioni favorevoli. Per l’Italia, dove l’idroelettrico resta strategico al Nord e il dibattito si concentra sempre di più su accumuli, reti ed eolico offshore, è un promemoria concreto. La sfida non è più dimostrare che le rinnovabili funzionano, ma costruire le infrastrutture capaci di farle lavorare meglio e più a lungo.