Tempo di lettura: < 1 minuto

Loading

Studio PoliMi: Italia produce 15 milioni di tonnellate più del previsto

C’è un gap, un macigno che pesa sulle spalle dell’Italia in termini di emissioni di CO2. Sono 125 milioni di tonnellate, ben 15 milioni di tonnellate in più rispetto alle stime dello scorso anno, sul target prefissato. Sono alcuni dati contenuti nello Zero Carbon Policy Agenda 2023, realizzato dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano. Di questo passo è chiaro che la strada per raggiungere l’obiettivo del 55% di emissioni in meno entro il 2030 è sempre più difficoltosa e richiede di procedere con una diminuzione di quasi il 4% l’anno: cioè ben otto volte ciò che è stato fatto nell’ultimo trentennio. Anche perché i risultati centrati nell’ultimo anno non sono lusinghieri: le emissioni sono calate di un solo punto percentuale se confrontate con il 2019, portando le riduzioni totali ad appena il 30% dal 2005. 

I settori in difficoltà

Dunque, si dovrebbe fare molto di più. E invece ci sono settori che sono parecchio in difficoltà: i trasporti e l’edilizia residenziale, commerciale e dei servizi pubblici sono infatti i comparti più lontani in termini assoluti dai target al 2030: sarebbero dovuti calare rispettivamente del 33% e del 23%, al ritmo del 4% e del 3% l’anno, mentre quelli più vicini al raggiungimento degli obiettivi sono l’industria e la gestione dei rifiuti, i punti di eccellenza italiani. Secondo il report, sono in crescita gli otto pilastri della decarbonizzazione: energie rinnovabili, infrastrutture di rete, efficienza energetica, mobilità sostenibile, comunità energetiche, circular economy e, da quest’anno, cattura della CO2 e carbon in/offsetting, hanno tutti registrato un segno positivo rispetto al 2021. Sono invece scese le immatricolazioni di vetture elettriche, fino all’8,9%.

Articoli correlati