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Analisi Just Fashion Transition: quintuplicati i rifiuti dall’Europa verso paesi emergenti

La moda presenta sempre più l’esigenza di un processo rapido verso la transizione ecologica, poiché nell’ultimo anno sono aumentati di cinque volte i rifiuti esportati dall’Europa verso i paesi in via di sviluppo e la condizione dei lavoratori a livello globale non migliora affatto. È quanto emerso dalla seconda edizione di Just Fashion Transition 2023, un’osservatorio permanente sulla transizione sostenibile delle filiere chiave della moda, abbigliamento, calzature e pelletteria di The European House of Ambrosetti. L’analisi ‘Just Fashion Transition 2023’ ha analizzato oltre 2800 aziende italiane ed europee, valutato le performance ESG di 366 aziende della filiera italiana, effettuato un benchmark delle prestazioni di sostenibilità delle prime 100 aziende europee e condotto una policy intelligence su 32 strumenti normativi che interessano direttamente il futuro del fashion europeo.

Il 70% delle fibre per abiti è di origine sintetica

Dal report si evince che circa il 70% delle fibre utilizzate per confezionare abiti e tessuti da arredamento sono sintetiche (poliestere e nylon) e se le fibre naturali sono ritenute rinnovabili e biodegradabili, i dati testimoniano che, in alcuni casi (vedi il cotone), possono esercitare impatti ambientali maggiori rispetto alle alternative sintetiche o artificiali. Di fatto, quindi la fibra sostenibile a oggi non esiste.

Nel 2020, i Paesi dell’Ue hanno importato oltre 8,7 milioni di tonnellate di materiale tessile e hanno prodotto 6,9 milioni di tonnellate di prodotti tessili finiti. Le attività riconducibili a produzioni tessili hanno prodotto emissioni per 121 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, usando 175 milioni di tonnellate di materie prime vergini, consumando 24.000 milioni di m3 di acqua e occupando 180.000 km2 di terreno, circa 400 m2 per persona. Eppure, a fronte di questi dati, secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (IEA) l’impatto ambientale unitario dei prodotti tessili domestici è diminuito in media del 46,3% tra il 2017 e il 2020. Nello stesso periodo lo sviluppo tecnologico nel settore moda è avanzato del 23,3%, principalmente trainato dall’incremento di brevetti depositati.

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