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Balzo del 38% nel 2022 nel nostro paese, fatturato a 178 milioni di euro

L’Italia si è messa a correre, ma recuperare sull’Europa è operazione complessa.  Il 2022, secondo il Rapporto nazionale sulla sharing mobility, ha rappresentato un periodo di crescita eccezionale per il settore, sia in Italia che in Europa. Nel nostro paese è stato registrato un balzo del 38% rispetto all’anno precedente, con il fatturato complessivo che ha superato i 178 milioni di euro. Un dato impressionante che riflette l’adozione crescente di servizi di mobilità condivisa da parte degli italiani, orientati ormai verso comportamenti sostenibili anche su alimentazione, l’acquisto di abbigliamento, energia. Il numero totale di noleggi nei servizi di condivisione dei veicoli è cresciuto del 41% rispetto al 2021, raggiungendo circa 49 milioni di viaggi. Significa che sempre più persone stanno abbracciando la condivisione come una soluzione pratica e conveniente per i loro spostamenti. C’è stato poi il boom dei servizi: nel 2022, il numero di servizi di sharing mobility attivi nelle città italiane è aumentato da 190 a 211, inoltre, il numero di veicoli a disposizione degli utenti è salito da 89 mila a 113 mila. E non si tratta solo di biciclette condivise o monopattini, è cresciuto anche il carsharing station-based e il bikesharing free-floating (fatturato stimato rispettivamente del +72% e +95%)

Il boom di Milano

Nel contesto europeo, Milano si è affermata come la terza città con la crescita più elevata nella micromobilità in condivisione nel 2023. Con 14,8 milioni di noleggi e quasi 31 mila veicoli a disposizione degli utenti. Un aspetto fondamentale della Sharing Mobility è la sua contribuzione alla decarbonizzazione dei trasporti. L’adozione di veicoli elettrici è un passo cruciale verso una mobilità più sostenibile. Secondo il Rapporto Nazionale sulla Sharing Mobility, l’Italia prevede di avere 6,6 milioni di veicoli elettrici e ibridi plug-in entro il 2030. Questa transizione determinerà una riduzione del tasso di motorizzazione privata, con 4,5 milioni di auto in meno entro il 2030. Il passaggio rappresenta una pietra miliare nella lotta contro le emissioni di gas serra.

E se Milano corre, l’Italia presenta differenze notevoli rispetto ad altre nazioni europee in termini di mobility sharing. A Parigi, un referendum ha portato all’interdizione dei monopattini condivisi. Nel contempo, sia a Roma che a Madrid, è stata imposta una forte limitazione sul numero di fornitori e mezzi attraverso provvedimenti ufficiali. Nonostante ciò, l’Italia sembra ancora indietreggiare rispetto ad altre nazioni europee in ambito di trasporto ecologico, mantenendo una forte inclinazione verso l’uso dell’automobile e avendo un servizio di trasporto pubblico limitato, particolarmente nelle regioni meridionali. Lo dice il progetto Osmm, che mette a confronto l’Italia con l’Europa, evidenziando l’urgenza di passare a forme di mobilità più rispettose dell’ambiente.

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