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Lo rivela l’indice ESG di Deepki sul rispetto delle normative ambientali del settore immobiliare in Europa

La sanità, assieme al segmento degli hotel di lusso, rappresenta il settore più energivoro d’Europa, mentre la logistica è quello che consuma di meno. È uno dei dati che emerge dall’aggiornamento annuale dell’indice ESG di Deepki, società che ha messo a punto una piattaforma di intelligence di dati sostenibili per il settore immobiliare. Sia gli hotel di lusso che la sanità in genere si caratterizzano per emissioni di carbonio a 39 kgCO₂eq/m². Lo studio è una sorta di quadro comune per il mercato di riferimento per monitorare il rispetto delle normative sull’ambiente nel settore immobiliare di Regno Unito, Francia, Germania, Benelux, Italia e Spagna, nonché dell’Europa nel suo complesso, fornendo un quadro di quali investimenti siano sostenibili secondo la tassonomia dell’Unione europea. 

Tassonomia Ue su edifici green

L’Ue, con l’obiettivo di reindirizzare il flusso degli investimenti in linea con l’obiettivo 2050 net zero, ha messo nero su bianco una serie di criteri di performance, la cosiddetta tassonomia, secondo i quali gli edifici che si trovano nel primo 15% del patrimonio edilizio nazionale o regionale in termini di intensità di energia primaria saranno considerati investimenti sostenibili e serviranno da riferimento per l’intero settore.

L’indice di Deepki evidenzia che l’evoluzione della performance ESG del settore immobiliare commerciale europeo varia di anno in anno a seconda della tipologia, con abitazioni, uffici, sanità e commercio al dettaglio che hanno registrato un calo del consumo finale di energia, a differenza degli hotel, che sono aumentati, mentre la logistica è rimasta stabile. Il Regno Unito è il Paese in cui il consumo energetico è relativamente più alto, con il mix energetico basato sul gas comporta maggiori emissioni di carbonio.

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