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L’obiettivo della Carta è mettere nella stessa direzione le azioni della Commissione e degli altri attori del settore
Uno sforzo collettivo sul settore eolico nell’arco di un paio di anni, tutelando così l’attività di almeno 300 aziende del settore, rimuovendo gli ostacoli e valorizzandone l’indubbia potenzialità. È stata siglata da pochi giorni la Carta Europea dell’Eolico: 21 paesi (compresa l’Italia) che fanno parte dell’Ue hanno siglato l’impegno per il periodo 2024-2026. L’obiettivo della Carta è mettere nella stessa direzione le azioni della Commissione e degli altri attori. La Carta è il primo risultato del Piano d’azione europeo per l’energia eolica, pubblicato meno di due mesi fa per stimolare la competitività globale del settore delle tecnologie pulite dell’Ue. Dunque, si intensifica l’impegno sull’eolico, sia onshore che offshore e per valutare l’impegno si parte dai numeri, dagli obiettivi che vanno centrati: entro il 2030 si dovrebbe arrivare a utilizzare almeno il 42,5% dell’energia rinnovabile e ovviamente, assieme al solare e all’investimento sul nucleare, si passa anche per l’eolico, sviluppando tutta la catena di approvvigionamentoSupply chain o Catena di approvvigionamento La "supply chain" o catena di approvvigionamento è un elemento fondamentale nel mondo degli affari, rappresentando l'insieme di passaggi coinvolti nella produzione e distribuzione di un prodotto o servizio. Dalla materia prima fino al... Approfondisci.
Non è certo un compito agevole e servono investimenti: nel 2022 si è registrato nell’Ue un incremento del 47% nell’impiantistica rispetto all’anno precedente, ma si è lontani assai dai 37 GW – quindi si è sotto la metà della media interessata – per centrare il target previsto entro il 2030. Non sta messa meglio l’Italia, che pure possiede tutte le potenzialità per primeggiare in questo settore: nel primo trimestre dell’anno che sta per chiudersi in Italia sono stati messi in rete impianti eolici per quasi 145 megawatt, un dato 16 volte superiore se rapportato allo stesso periodo dell’anno precedente. Secondo il Piano, l’Italia punterà sull’installazione di 2,1 gigawatt entro il 2030.
Cosa dice la Carta
Si parte dall’applicazione della Red III, ossia la direttiva sulle energie rinnovabiliEnergia rinnovabile L'energia rinnovabile è fonte di energia proveniente da risorse naturali che si rinnovano rapidamente, come il sole, il vento, l'acqua e la biomassa. È una forma di energia pulita e sostenibile che contribuisce a ridurre le emissioni di... Approfondisci. Ci saranno, in base al Piano, delle modifiche alla progettazione delle aste e alle autorizzazioni per la produzione degli impianti fotovoltaici. Sulle aste gli Stati Ue si impegnano a usare maggiormente i criteri di prequalificazione in settori quali la sicurezza informatica, ma anche l’indicizzazione dei prezzi e l’impegno a migliorare visibilità e trasparenza con programmi sui dieci anni. E poi un iter più snello e agevole per incassare i permessi per la costruzione degli impianti, un accesso più diretto ai finanziamenti attraverso il Fondo per l’Innovazione, mentre la Banca europea degli investimenti (BEI) si farà garante sull’interruzione di rapporti con clienti che si ritengono a rischio di riciclaggio.