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“Vive ancora lo stereotipo del nerd, le ragazze non sono attratte da informatica o ingegneria informatica”

Si laureano prima, con voti migliori, nelle materie STEM e ancora di più nelle tecnologie ICT, ma solo quattro donne su dieci concludono il percorso di studi nelle materie scientifiche, con inevitabili riflessi sul mercato del lavoro. I dati di qualche settimana fa del Focus Gender Gap 2024 del consorzio interuniversitario Almalaurea, rilanciano un tema che non presenta novità positive negli ultimi anni. 

Dobbiamo distinguere tra STEM e ICT, nelle materie STEM la grande maggioranza nel mondo del lavoro è femminile, il tema riguarda soprattutto il settore delle tecnologie dell’informazione (ICT), dove il divario è sempre uguale, non c’è alcun miglioramento, non c’è stato negli anni. Se continuasse così come è, la parità ci potrebbe essere nel 2082, eppure ci sono tante offerte di lavoro nel settore ICT che restano senza adeguata risposta”, spiega a SostenibileOggi Tiziana Catarci, direttrice del Dipartimento di Ingegneria Informatica automatica e gestionale dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Ci sono tanti studi sociali, per una combinazione di fattori che non è stata per niente scardinata vive ancora lo stereotipo del nerd, le ragazze non sono attratte da informatica o ingegneria informatica, che sono visti come settori aridi, alla base ci sono una serie di fattori culturali che vanno avanti da millenni”, spiega ancora Catarci, “Diversi studi mostrano propensione maggiore, anche per condizionamento sociale, verso le materie di cura e le arti, ritenute più a contatto con la società, rispetto a quelle tecniche. Questo è un dato che riguarda i Paesi industrializzati, quindi Europa, Giappone, Corea, Usa, invece meno l’Est Europa, ma in Italia è peggio”. 

La docente de La Sapienza evidenzia che “in alcuni Paesi si fanno politiche serie per esempio, iniziando un’educazione dalle elementari: lo stereotipo del poco interesse verso le materie tecniche nasce a 8 anni, lì si deve intervenire, con una campagna nelle scuole e poi con un’attività di comunicazione che faccia vedere alle ragazzine che l’informatica sta cambiando il mondo e permette di fare qualunque altra cosa. Le grandi scoperte vengono fatte grazie all’informatica, è questo mestiere che impatta sul mondo. Nei Paesi in cui si è partiti con questo tipo di lavoro, si vedono i primi risultati. In Paesi dove c’è meno parità, ma donne fanno sforzi per uscire, lì molte più donne intraprendono carriere nelle tecnologie digitali, tipo in Arabia Saudita, dove c’è più del 50% delle laureate in discipline ICT, perché hanno capito che c’era spiraglio visto che gli uomini preferiscono altro, come l’attività manageriale e politica”.

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