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Cos’è l’overtourism e perché è una minaccia per l’Italia
Il fenomeno dell’overtourism — ovvero l’eccesso di turisti in determinati luoghi — è sempre più evidente nelle principali città italiane più visitate. L’impatto non è solo ambientale ma anche sociale ed economico, andando a compromettere la qualità della vita dei residenti, la conservazione del patrimonio e la capacità del territorio di rigenerarsi.
Come già discusso nel nostro approfondimento su turismo e sostenibilità ambientale, la pressione antropica e la monocultura turistica possono trasformarsi in minacce sistemiche per l’ecosistema urbano e naturale.
Le città italiane più colpite dall’overtourism
Tra i casi più critici in Italia:
- Venezia, simbolo mondiale dell’overtourism, ha introdotto nel 2024 un ticket d’ingresso per i visitatori giornalieri. Si tratta di una misura regolata dalla Legge Regionale Veneto n. 1/2023, che prevede strumenti di controllo dei flussi turistici in centri storici a rischio.
- Firenze, dove la densità turistica minaccia l’identità storica del centro, ha avviato una revisione del proprio Piano di Gestione Unesco per armonizzare la tutela del patrimonio con un turismo più responsabile.
- Roma, soggetta a un’intensa pressione soprattutto su monumenti come il Colosseo e Fontana di Trevi, ha avviato nel 2025 un progetto pilota di gestione flussi turistici tramite sensoristica IoT, in linea con le direttive del PNRR – Componente M1C3 “Turismo e Cultura”.
- Cinque Terre, dove il turismo naturalistico genera fenomeni di erosione e degrado ambientale, è oggetto di uno studio dell’ISPRA sul carico turistico sostenibile nei parchi nazionali.
- Capri e Costiera Amalfitana, mete iconiche del turismo estivo, si confrontano con problemi di congestione logistica, inquinamento marino e aumento dei rifiuti stagionali.
L’impatto ambientale e sociale del turismo di massa
Come già analizzato nel nostro articolo su turismo e cambiamento climatico, l’overtourism si lega strettamente a temi cruciali come:
- Emissioni di CO₂, dovute al trasporto aereo e navale;
- Saturazione delle infrastrutture locali, che non riescono a sostenere l’afflusso di turisti nei picchi stagionali;
- Consumismo culturale, che svuota di significato le tradizioni locali e riduce le destinazioni a meri fondali fotografici;
- Gentrificazione e spopolamento dei centri storici, spesso legati alla proliferazione degli affitti brevi turistici.
L’Unione Europea, attraverso la Strategia per un turismo europeo sostenibile (COM(2021) 83 final), incoraggia i paesi membri ad adottare modelli turistici che tengano conto della capacità di carico ambientale e sociale.
Soluzioni sostenibili per contrastare l’overtourism
1. Pianificazione e monitoraggio dei flussi turistici
Alcuni Comuni stanno adottando tecnologie smart per monitorare i flussi in tempo reale, in linea con le linee guida dell’Agenda Urbana Europea. Questi strumenti permettono di attivare soglie di allerta, deviare i percorsi e redistribuire i flussi nei momenti di sovraffollamento. Sul tema del turismo, l’uso dei dati è cruciale per prendere decisioni informate e mitigare gli impatti.
2. Valorizzazione delle destinazioni minori
Una delle strategie più efficaci è promuovere destinazioni sostenibili in Italia alternative alle mete iper-visitate. Il programma nazionale “Viaggio Italiano” promosso dal Ministero del Turismo e dalle Regioni (cofinanziato con fondi PNRR) mira proprio a valorizzare borghi e aree interne.
Questa iniziativa si lega anche all’obiettivo di rigenerazione dei territori, come delineato nel Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza – Componente M5C3 (Inclusione e coesione).
3. Regolamentazione degli affitti brevi e controllo delle navi da crociera
A Venezia, è stata approvata la Legge Speciale per la Laguna che vieta l’accesso alle grandi navi nei canali centrali. Allo stesso tempo, numerose città stanno applicando limiti agli affitti brevi turistici, come previsto dalla Legge di Bilancio 2024, che introduce una tassazione differenziata per le locazioni brevi e un registro nazionale.
4. Educazione al turismo responsabile
Come approfondito nel nostro approfondimento sul turismo responsabile, la sensibilizzazione dei visitatori è un elemento chiave. Campagne come “Travel Respectfully” promosse da ENIT e Regioni, o l’adozione del Global Sustainable Tourism Criteria da parte di tour operator italiani, stanno cambiando la narrazione del turismo.
5. Strumenti di governance multilivello
In alcune Regioni (Toscana, Emilia-Romagna), sono stati adottati Piani Regolatori del Turismo che definiscono limiti, indicatori di sostenibilità, soglie di affollamento e zonizzazione delle attività ricettive. Questi strumenti permettono una gestione anticipatoria, orientata alla prevenzione piuttosto che all’emergenza.
Overtourism e Agenda 2030
L’eccesso di turismo impatta direttamente sugli Obiettivi di Sviluppo SostenibileLo sviluppo sostenibile è l'approccio per raggiungere la crescita economica e lo sviluppo sociale senza esaurire le risorse naturali e garantendo il benessere delle future generazioni. Implica equilibrio tra esigenze presenti e future, considerando l'ambiente, la giustizia sociale e l'economia... Approfondisci (SDG) dell’Agenda 2030Agenda 2030 L'agenda 2030 è un termine utilizzato per riferirsi al Programma di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite approvato nel settembre 2015. Questo programma è composto da un insieme di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG, Sustainable Development Goals) che... Approfondisci, in particolare:
- SDG 11 – Città e comunità sostenibili
- SDG 12 – Consumo e produzione responsabili
- SDG 13 – Lotta al cambiamento climatico
- SDG 15 – Vita sulla terra
Promuovere un modello di turismo sostenibile in Italia significa quindi contribuire anche agli impegni internazionali sottoscritti dal nostro Paese.
Conclusioni: verso un turismo rigenerativo
L’overtourism in Italia è la manifestazione di un modello economico e culturale non più sostenibile. Le soluzioni esistono, ma richiedono visione, collaborazione tra enti locali e nazionali, e un coinvolgimento diretto delle comunità.
Il futuro è nel turismo rigenerativo, che non si limita a “non danneggiare”, ma genera valore ambientale, culturale e sociale per i territori. Oggi più che mai è necessario un cambio di paradigma.
Perché viaggiare, in Italia, possa tornare a essere una risorsa per tutti — e non solo per pochi.