![]()
Berlino sceglie la strada green: dal 2026 stop al riscaldamento via gas e gasolio. Oltre 20 milioni di famiglie usa gas per gli impianti.
Stop al riscaldamento attraverso caldaie a gas e a gasolio. La Germania, a differenza dell’Italia – nonostante l’adozione di misure come l’ecobonus al 65% e il superbonus al 110% – che non ritiene possibile il raggiungimento degli obiettivi Ue entro il 2030, accelera sulla strada della decarbonizzazioneDecarbonizzazione La decarbonizzazione si riferisce al processo di riduzione o eliminazione delle emissioni di anidride carbonica (CO2) derivanti dalle attività umane, specialmente quelle legate alla produzione e al consumo di combustibili fossili. L'obiettivo della decarbonizzazione è quello di ridurre l'impatto... Approfondisci: il governo tedesco ha infatti approvato un disegno di legge per garantire la sostenibilità di ogni nuovo impianto di riscaldamento installato. In sostanza, la soluzione passa dalle energie rinnovabiliEnergia rinnovabile L'energia rinnovabile è fonte di energia proveniente da risorse naturali che si rinnovano rapidamente, come il sole, il vento, l'acqua e la biomassa. È una forma di energia pulita e sostenibile che contribuisce a ridurre le emissioni di... Approfondisci, perché ogni nuovo impianto di riscaldamento dovrà impiegare almeno il 65% di energia rinnovabile. E’ davvero una rivoluzione decisa a Berlino: la metà di oltre 41 milioni di famiglie tedesche adopera il gas per i propri impianti di riscaldamento, un’altra fetta ricorre al gasolio, mentre il 14% si affida al teleriscaldamento e il 3% alle pompe di calore. Ma il cambiamento non si ferma, si parte a inizio 2024, in pochi mesi si mettono all’angolo i combustibili fossili, con l’eccezione delle caldaie già installate, che potranno continuare ad essere usate e riparate. In caso di sostituzione, le alternative disponibili sono teleriscaldamento, pompe di calore, riscaldamenti elettrici, ibridi, solare termico e anche le caldaie a idrogeno. La deadline per i tedeschi è in ogni caso fissata: entro il 2045 tutti gli impianti di riscaldamento presenti nel Paese dovranno essere alimentati tramite fonti rinnovabili. La transizione ecologica costerà nove miliardi di euro entro il 2028 al comparto edile. Neppure il braccio di ferro tra i verdi e i liberali dell’Fdp, i due partiti che sostengono il governo di Olaf Scholz, ha ostacolato il processo che è partito lo scorso anno, dalla sospensione della vendita di sistemi di riscaldamento alimentati con fonti fossili, in contemporanea con lo scoppio della guerra in Ucraina che aveva già fatto salire i prezzi del gas.
Per sostenere i costi della transizione verso le rinnovabili, il governo stanzierà incentivi che coprano almeno il 30% dei costi, prevedendo ulteriori vantaggi per le fasce sociali più svantaggiate e per coloro che adotteranno le nuove tecnologie prima ancora di quanto richiesto dalla legge.