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La corsa verso le rinnovabili appare senza freni, tranne che in Italia, dove petrolio, gas e carbone doppiano la somma di eolico e solare
Eolico e solare insieme hanno generato più elettricità rispetto alle fonti fossili a maggio. Il segnale della transizione elettrica che prende il volo è certificato dal think tank Ember, secondo cui è la prima volta che le rinnovabili riescono a fare meglio delle fonti cosiddette tradizionali nell’arco di un mese.
Dunque, il trend dell’energia pulita non conosce più limiti, dopo i parziali estremamente positivi sia nel corso dello scorso anno che nel primo trimestre del 2023. Ha contribuito alla causa anche la bassa domanda di elettricità in Europa, in ogni caso a maggio l’energia solare ha generato il 14% del fabbisogno energetico europeo, facendo meglio anche del precedente picco, a luglio 2022. L’eolico ha portato in dote addirittura il 17% alla generazione elettrica nell’Ue, anche se in questo caso non è stato stampato il primato, segnato invece a gennaio con il 23% della produzione complessiva. Il boom delle rinnovabili ha messo in un angolo il carbone: 10% della produzione a maggio, il dato più basso di sempre. In cifre, è la conferma che la politica di disimpegno di diversi paesi sulle centrali a carbone (tranne la Cina) è quantomeno tempestiva.
Il trend non conosce ostacoli, o quasi. In Italia il sorpasso delle fonti rinnovabili sul pacchetto di quelle tradizionali, con il carbone in testa, è ancora utopia. Il tris di gas, carbone e petrolio hanno prodotto a maggio circa il 47% dell’elettricità, più del doppio della combo tra solare ed eolico (23,5%). In questo momento quindi il nostro paese rappresenta la resistenza del passato rispetto al passo sempre più spedito delle rinnovabili. Qualche giorno fa, il ministro dell’Ambiente, Pichetto Fratin, ha confermato l’exit strategy dal carbone entro il 2025 ma che in futuro “non basteranno le rinnovabili“, insistendo anche nella ricerca sul cosiddetto nucleare “pulito”.
La Spagna invece ha imboccato la strada opposta: 48% di elettricità prodotta a maggio attraverso vento e sole, fossili staccate al 21% e così è andata anche in Portogallo, dove le rinnovabili hanno doppiato le fossili e pure in Grecia, dove l’energia pulita ha superato il 50%.