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Si è dimesso il responsabile per la generazione di energia rinnovabile del colosso britannico

Il taglio delle fonti fossili è “irresponsabile e pericoloso”. Il messaggio che arriva dall’amministratore delegato di Shell, Wael Sawan, deve far riflettere. Il tetto sulle rinnovabili dell’Ue si scontra sempre più con la realpolitik dettata dalle contingenze internazionali, partendo dalla guerra in Ucraina. E quindi ci sono colossi petroliferi che continuano a investire forte sui fossili, come appunto Shell, multinazionale britannica che ha fatto registrare nel 2022 un utile record di quasi 40 miliardi di dollari, coronando un anno tumultuoso in cui l’impennata dei prezzi dell’energia dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha permesso al colosso energetico di offrire agli azionisti una remunerazione senza precedenti.

Poco contano quindi gli appelli degli ambientalisti, dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), assieme ai moniti delle istituzioni europee: anzi, il CEO di Shell ha anche avvertito che un inverno freddo e l’aumento della domanda da parte della Cina potrebbero far lievitare nuovamente le bollette in Europa.

In un piano strategico pubblicato nel 2021, Shell aveva dichiarato di voler operare una riduzione graduale di circa l’1-2% ogni anno nella produzione di petrolio e di voler arrivare al net zero entro il 2050. Invece investirà 40 miliardi di dollari tra il 2023 e il 2035 su petrolio e gas.

Per Shell ci sono stati contraccolpi: il responsabile per la generazione di energia rinnovabile, Thomas Brostrom, ha deciso di lasciare l’azienda alcune settimane dopo che l’amministratore delegato Wael Sawan ha ridimensionato i piani di transizione energetica della multinazionale. Brostrom era entrato in Shell dal gigante dell’eolico offshore Orsted nell’agosto del 2021 per dirigere l’eolico offshore, mentre l’azienda progettava di far crescere rapidamente le sue attività eoliche e solari come parte di una strategia per ridurre le emissioni di gas serra sotto il precedente Ceo, Ben van Beurden. Ora la musica è cambiata. 

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