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Il consumo globale delle fonti tradizionali dovrebbe iniziare a scendere prima del 2030

Il consumo globale dei combustibili fossili andrà in calo già prima del 2030. Il segnale è lanciato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) in un’anticipazione del rapporto World Energy Outlook, anticipato dal Financial Times. Preannunciata dunque la fine dell’era del fossile, soprattutto grazie alla diffusione che procede a ritmi alti delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica. 

A ottobre, l’Agenzia Internazionale con sede a Parigi aveva delineato uno scenario significativamente diverso, con margine d’azione ulteriore per il petrolio, ancora parecchio utilizzato nell’aviazione e nel settore marittimo. Invece ora l’IEA riporta di una svolta storica. Se il picco del petrolio è anticipato a prima del 2030 soprattutto grazie alla trasformazione verso l’elettrico del settore globale dei trasporti, anche il consumo globale di gas dovrebbe toccare il massimo prima della fine di questo decennio.

Tra le motivazioni a supporto di queste previsioni dell’IEA ci sono i cambiamenti dell’economia cinese, nella fase di passaggio dall’industria pesante a settori produttivi e servizi a minore intensità energetica. In ogni caso, il previsto calo della domanda di combustibili fossili non dovrebbe essere sufficiente a intraprendere il percorso che limita il riscaldamento globale a +1,5 gradi.

Le proiezioni dell’Agenzia sull’inizio della decadenza del fossile certamente non avranno reso felice l’Opec (associazione dei produttori di petrolio), che qualche mese fa aveva accusato la stessa agenzia di alimentare la volatilità nei mercati, attraverso la riduzione negli investimenti nel settore petrolifero.

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