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Direttiva Red III: Parigi strappa concessioni per l’atomo e di riflesso approva regolamento green per aviazione

Ultima puntata sulla direttiva Rinnovabili 2030, nota anche come RED III: vince la Francia, mentre la Commissione europea è costretta a fare un passo indietro, concedendo pieno diritto di cittadinanza al nucleare nel raggiungimento degli obiettivi comunitari di decarbonizzazione. Come espressamente cercato, anche bloccando i lavori, da Parigi, sostenuta da un’altra decina di paesi. L’alleanza dell’atomo ha prodotto infatti sensibili modifiche apportate alla bozza RED III –  uno dei dossier più importanti del pacchetto sul clima ‘Fit for 55’ rimasto bloccato in Consiglio dallo scorso 17 maggio a causa delle crescenti pressioni francesi sul riconoscimento dell’energia nucleare nella politica energetica dell’Unione – hanno fatto contenti quasi tutti, permettendo agli ambasciatori dell’Ue di approvare l’accordo. 

La questione riguarda direttamente gli articoli 22a e 22b della Direttiva Rinnovabili che – come spiega l’Esecutivo in una nota – potrebbe comportare in alcuni casi, “elevati costi di adattamento”. “È il caso di alcuni impianti di produzione di ammoniaca – riporta la Commissione nella sua dichiarazione – che richiedono investimenti significativi nel processo produttivo per sostituire l’utilizzo di idrogeno prodotto da steam reforming del metano”. 

Ecco perché Bruxelles spiega che nella sua valutazione “caso per caso” e “ove debitamente giustificato”, non terrà conto di eventuali impianti di ammoniaca esistenti non in linea con requisiti rinnovabili del provvedimento. Ecco, sebbene non sia mai stata citata, la mano tesa dalla Commissione Ue alla Francia, capofila nel nucleare. Nel testo della Direttiva Red III si riporta che “la necessaria ricostruzione di tali impianti richiederà sforzi importanti da parte degli Stati membri, a seconda delle loro specifiche circostanze nazionali e della struttura del loro approvvigionamento energetico”. E quindi, “per conseguire l’obiettivo dell’Unione di diventare climaticamente neutrale entro il 2050 e di decarbonizzare il settore industriale, gli Stati membri dovrebbero poter combinare l’uso di fonti energetiche non fossili e combustibili rinnovabili di origine non biologica nel contesto della loro specifiche circostanze nazionali e mix energetico. In tale contesto, gli Stati membri possono ridurre l’obiettivo per l’uso di combustibili rinnovabili di origine non biologica nel settore industriale, a condizione che consumino una quota limitata di idrogeno o dei suoi derivati prodotti da combustibili fossili e che siano sulla buona strada per raggiungere il livello previsto contributo nazionale”. Più che una concessione, pare una resa in piena regola all’atomo francese. Parigi ha risposto subito, sbloccando l’accordo sul regolamento sui carburanti green per l’aviazione.

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