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Su pressioni del settore privato, rischia di saltare il target europeo del 20% delle bevande in imballaggi riutilizzabili entro il 2030

Il packaging green perde pezzi in Europa. E ad affondarlo, almeno per ora, sono le stesse istituzioni europee. Nella fattispecie, il Parlamento Ue. L’argomento è il riuso degli imballaggi nel settore della ristorazione. Secondo Euractiv, sito che passa al setaccio l’attività normativa dell’Unione europea, sarebbero stati rimossi gli obiettivi di riuso e riciclo del packaging che la Commissione Ue aveva predisposto a novembre per il settore HO.RE.CA., ovvero il mondo legati a consumi e somministrazione di cibi e bevande che non avvengono tra le mura domestiche (bar, catering, ristorazione in generale).

Il target europeo aveva previsto che il 20% delle bevande da asporto dovesse essere fornito in imballaggi riutilizzabili o ricaricabili entro il 2030. L’asticella sarebbe stata alzata entro il 2040, con imballaggi green per l’’80% dei casi. 

Per il cibo da asporto, l’obbligo di packaging riutilizzabile andrebbe invece dal 10% del 2030 al 40% del 2040. C’è la sensazione che il Parlamento europeo abbia così ceduto agli interessi del settore privato a causa dei costi elevati per il packaging sostenibile. Le imprese sostengono che il danno sarebbe notevole per le filiere lunghe, in quindi sarebbe impossibile procedere al riutilizzo. La lobby delle bevande analcoliche UNESDA ha chiesto un’ulteriore analisi ambientale ed economica di questo regolamento, proposto da Bruxelles lo scorso novembre.

Nei prossimi mesi il Parlamento Ue dovrà raggiungere una sintesi, producendo la sua posizione unitaria, in un confronto con gli stati membri e della Commissione. Dall’attività di riflessione sarà generato il regolamento definitivo. 

Le difficoltà del percorso degli imballaggi green in Europa di sicuro non è sgradito al governo italiano. L’Italia si era detta estremamente contraria all’adozione di una stringente politica green sul packaging, temendo di perdere il primato sul riciclaggio e sulle bioplastiche, mentre una delle priorità del governo è togliere l’obbligatorietà del deposito su cauzione. Nelle scorse settimane sempre il governo ha convocato un’audizione al Senato con gli attori del settore, tra cui Conai (Consorzio nazionale imballaggi), Confcommercio, Biorepack (Consorzio nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile), Confagricoltura, CNA, Confartigianato, in cui si è ribadito, tra posizioni diverse, che non sempre il riutilizzo garantisce risultati migliori in alcune filiere, come turismo e agroalimentare.

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