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Si tratta del piano per l’indipendenza energetica dalla Russia che va integrato al Pnrr: per l’Italia previsto uno stanziamento di 2,6 miliardi di euro

Il termine è perentorio, fissato al 31 agosto, anche se il Regolamento dell’Unione Europea aveva stabilito in sostanza che sarebbe stato meglio presentare la relazione di aggiornamento del Pnrr comprensivo del capitolo REPowerEU entro il 30 aprile. Il governo italiano, attraverso il ministro Raffaele Fitto, invece ha allungato l’orizzonte temporale, tra le critiche dell’opposizione, rappresentando anche l’esigenza di coordinare il REPowerEU con altri fondi, come il Fondo Coesione e il Fondo europeo per l’innovazione. Per l’Italia c’è uno stanziamento da 2,67 miliardi di euro per il raggiungimento degli obiettivi. 

Già, cos’è il REPowerEU? E’ il piano da 20 miliardi di euro per la ristrutturazione del mercato mondiale dell’energia, presentato lo scorso maggio dalla Commissione europea,  da Ursula von der Leyen, Frans Timmermans e Kadri Simson, in risposta alle difficoltà e alle perturbazioni determinate dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. La trasformazione del sistema energetico europeo è stata ritenuta urgente per porre fine alla dipendenza dell’Ue ben prima del 2030 dai combustibili fossili della Russia, che sono usati come arma economica e politica e costano ai contribuenti europei quasi 100 miliardi di euro l’anno e affrontare la crisi climatica. L’85% degli europei pensa che l’Ue dovrebbe ridurre quanto prima la sua dipendenza dal gas e dal petrolio russi per sostenere l’Ucraina. Il piano REPowerEU stabilisce una serie di misure per ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi e accelerare la transizione verde.

Il Piano non è stato certo esente da critiche. Soprattutto per il capitolo sul rifornimento di fonti fossili, carbone, gas e petrolio. Secondo Ong e think tank, si tratta ancora di un programma che lega essenzialmente l’Europa ai combustibili fossili (ci sono 10 miliardi di stanziamenti per il gas). Tra i punti più discussi del Piano c’è la produzione delle rinnovabili dei paesi membri dell’Ue, riducendo la necessità di importazioni, accelerando sulla transizione verde: elettrificazione più rapida e l’abbandono del calore e dei combustibili di origine fossile nell’industria, nell’edilizia e nei trasporti. La Commissione Ue propone di incrementare l’obiettivo 2030 dell’Ue per le rinnovabili dall’attuale 40% al 45%. Il piano REPowerEU porterebbe la capacità complessiva di produzione di energia rinnovabile a 1236 GW entro il 2030, a fronte dei 1 067 GW previsti nel pacchetto “Pronti per il 55%” (Fit for 55).

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