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Il presidente del Consorzio racconta i punti di eccellenza del sistema Italia, che rappresenta l’eccellenza tra i paesi dell’Unione europea

L’Italia è un’eccellenza nella raccolta e riutilizzo del vetro. Gli ultimi dati utili assegnano al nostro paese oltre il 76% del materiale riciclato, media superiore di un punto rispetto al dato nell’Unione europea. “Ma siamo anche il terzo paese al mondo per produzione di vetro, nonostante nel 2021 non siamo riusciti a soddisfare la richiesta di materiale dalle vetrerie, dovendone importare da Austria e Germania. Per questo e altri motivi, dobbiamo migliorare, incrementare la raccolta”, dice a SostenibileOggi Gianni Scotti, presidente del Coreve (Consorzio Recupero Vetro), costituito nel 1997, cui hanno aderito, solo citando il 2021, 24 produttori di vetro cavo, 40 importatori commerciali (grossisti/distributori), 38 importatori industriali (riempitori) e sette recuperatori.

Il Consorzio lavora per incentivare e supportare la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio in vetro e garantire l’avvio al riciclo del materiale conferito. “Ogni giorno si producono in Italia circa 115 milioni di pezzi in vetro, il nostro food & beverage tira tantissimo all’estero e alcuni prodotti, per esempio il prosecco, è conservato al meglio nelle bottiglie di vetro. Per questo motivo le nostre industrie hanno bisogno di materia prima che si ricava dal rottame di vetro, che torna utilizzabile per i forni vetrari”, spiega il presidente del Coreve. 

Dunque, incrementare la quantità di vetro da riciclare. Secondo uno studio commissionato da CoReVe e condotto da AstraRicerche su un campione di circa 1500 persone, infatti, anche se solo un italiano su sei (16%) dice di non essere in grado di fare un’adeguata raccolta differenziata del vetro, ci sono margini di manovra sulla qualità: un italiano su due, se ha un dubbio su un prodotto da riporre o meno nella raccolta del vetro, sceglie di metterlo nella raccolta specifica sottovalutando il danno che la presenza di materiali estranei può rappresentare per l’intera raccolta. Così il 23% dichiara di buttare anche oggetti di cristallo nel vetro, il 20% le lenti degli occhiali e il 14% le lampadine.

L’obiettivo del Consorzio passa attraverso campagne di comunicazione e iniziative tra i cittadini, con progetti nelle scuole, in diverse città italiane. “Destiniamo investimenti corposi ai comuni per alzare la dotazione di impianti di raccolta. Finanziamo fino al 70% del totale dei piani dei comuni per il miglioramento della raccolta differenziata, con sei milioni che vanno al Centro-Sud e due milioni al Nord”, racconta Scotti. “L’evidenza dei numeri ci dice che la raccolta è alta in regioni del Nord, fino a 48 kg annui per persona in Lombardia, con il dato italiano intorno a 41 kg, mentre si scende parecchio tra Sicilia, Campania, Calabria. Ci sono anche delle dinamiche locali, per esempio Lecce produce numeri superiori a tante città del Nord, ma dove il dato non è soddisfacente si deve investire di più, per arrivare a tutti e dare indicazioni sul corretto riciclo, sul perché vetro e cristallo non vanno assieme”. Il presidente del Coreve snocciola anche i dati sulla convenienza che deriva da un’attività corretta di raccolta e riutilizzo del vetro: “Dal riciclo del vetro, dati raccolti sul 2021, sono stati risparmiati 412 milioni di metri cubi di gas, evitate emissioni di 2,4 tonnellate di CO2, un risparmio di quasi quattro milioni di tonnellate di materie prime, 400 milioni di euro di mancati smaltimenti di materiale in discarica. In più, in base all’accordo tra Coreve e Anci, ai comuni sono andati circa 102 milioni di euro complessivi, con una porzione del vetro riciclato finito al consorzio e poi rigenerato. Sono decisamente numeri importanti”, riflette il presidente del Coreve, “molto si è fatto, molto stiamo facendo, ma ci sono i margini per fare sempre di più ed è un processo che passa attraverso la maggior consapevolezza dell’importanza del riciclo tra i cittadini, anche per questo motivo puntiamo tanto sulla comunicazione, anche attraverso campagne poi diffuse sui social network. Mentre sovvenzioniamo i comuni per incrementare gli impianti di raccolta di vetro”.

Per sostenere la rivoluzione del “vetro” il Coreve ha lanciato nelle scorse settimane, con l’agenzia Serviceplan, un progetto di comunicazione integrata, tra spot tv, radio e web, per promuovere il corretto riciclo. Inoltre, in collaborazione con H-Farm, ha realizzato il primo programma strutturato per tutte le scuole italiane dedicato all’economia circolare del vetro e alla sua sostenibilità per sensibilizzare i più giovani sulle opportunità rappresentate da un corretto conferimento degli imballaggi e sulle potenzialità del vetro, con una serie di kit didattici sviluppati per essere utilizzati in autonomia, per la strutturazione di lezioni dedicate alla sostenibilità. Per le scuole superiori è stato istituito uno Startup Lab, sviluppato su un percorso di quattro di lezione in presenza durante l’orario scolastico: l’obiettivo è risolvere problematiche reali legate alla filiera del riciclo del vetro, come ad esempio l’abbandono di bottiglie per strada. “Investiamo sulla comunicazione diversi milioni di euro l’anno”, conclude il presidente del Coreve, aggiungendo: “La scuola è un passaggio essenziale, indirizzare i più giovani verso i comportamenti corretti porterà sicuramente dei frutti nel futuro a breve e medio termine”.

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