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Il presidente del Consorzio a SostenibileOggi.it mette anche in guardia dal pericolo dell’eccessivo costo della materia prima

L’Italia che va oltre l’80% del riciclo del vetro, con una crescita verticale nel 2022 e per il quarto anno in fila al di sopra dei target fissati dall’Unione europea (il 75%) entro il 2030, sforando i 2,5 milioni di tonnellate di vetro raccolto in un anno. 

Gianni Scotti è il presidente del Coreve (Consorzio Recupero Vetro), costituito nel 1997, cui hanno aderito, solo citando il 2021, 24 produttori di vetro cavo, 40 importatori commerciali (grossisti/distributori), 38 importatori industriali (riempitori) e sette recuperatori. Il Consorzio lavora per incentivare e supportare la raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio in vetro e garantire l’avvio al riciclo del materiale conferito. Il presidente Scotti racconta a SostenibileOggi.it i punti di forza del sistema Italia senza però nascondere un problema che potrebbe essere d’ostacolo nei prossimi tempi, ovvero l’aumento del costo della materia prima. 

Secondo i recenti dati sul 2022, il nostro paese è oltre l’80% di riciclo e si è posto l’obiettivo di andare oltre l’85% nei prossimi due anni. E’ un obiettivo raggiungibile?

Non solo siamo fiduciosi di poter centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati ma in un certo senso sarà anche la fisiologica evoluzione di un lavoro fatto bene negli anni. Nella raccolta differenziata siamo il punto di contatto tra cittadini e i comuni, noi diamo ai comuni una mano per mettere in campo i progetti sulla raccolta differenziata, per incrementare il numero dei raccoglitori di vetro sul territorio così come il numero di campane e partecipiamo anche ai costi delle campagne di comunicazione locali. Paghiamo fino al 70% per le attrezzature, fino al 70% della comunicazione e quando, come spesso avviene, i comuni sono in deficit, li aiutiamo a preparare dei dossier, che poi vengono analizzati assieme all’Anci, così se il progetto (fino a 100 mila euro) passa poi viene finanziato

Che ruolo hanno assunto i bandi per il boom del riciclo del vetro?

Il Coreve insieme ad Anci ha finanziato 122 progetti in 351 Comuni, per un valore complessivo di quasi 12 milioni di euro, coinvolgendo sette milioni di cittadini. Proprio in ragione del successo di questa iniziativa, Coreve e Anci hanno lanciato nuovi bandi per il 2023 con un ulteriore dotazione economica di otto milioni di euro per supportare progetti e interventi specie nelle regioni del Sud. Sono numeri importanti e noi contiamo sulla crescita anche perché ci sarà il rlsultato dei bandi del 2022, quindi si vedranno più campane e raccoglitori nei comuni che hanno aderito al bando, così la percentuale di riciclo è destinata a salire automaticamente. Il sistema dei bandi abbiamo visto che funziona, quindi la nostra è una fiducia ragionata.

Beneficio doppio, la percentuale di riciclo sale e quindi il vetro riciclabile non finisce in discarica.

La contabilità ambientale del riciclo mostra in modo evidente che l’uso di vetro riciclato comporta innumerevoli vantaggi, si tratta di un risparmio di 4,2 milioni di tonnellate di materie prime, pari a circa due volte il volume del Colosseo, che determina un risparmio economico tra il 20 e il 30%. Inoltre, il ricorso al riciclo permette di risparmiare per la produzione di vetro il 25% dell’energia e il 25% del gas naturale, con un risparmio di almeno 360 kg di Co2 per tonnellata di prodotto. Piuttosto, si sta configurando un problema non da poco: le vetrerie italiane producono il doppio di quanto noi del Coreve raccogliamo e in Italia è salito alle stelle il prezzo del rottame, perché ci sono stati dei colossi industriali che hanno avuto interesse a investire sulle materie prime-seconde. Se sarà superato il punto di equilibrio e il rottame-vetro costerà sempre di più, si rischia di veder dilapidati anni di ottima gestione del riciclo. Quindi chi deve, intervenga per evitare che il prezzo del vetro si tenga così alto.

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