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La Corte Ue contro l’inquinamento delle acque marine, i 250mila morti per l’inquinamento, il mercato degli smart building senza addetti ai lavori

1 – I fiduciari dei piani pensione in Texas possono tener conto anche dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nella scelta degli investimenti: questo è quanto stabilito da una corte, respingendo l’istanza dei procuratori generali di 26 Stati a guida repubblicana e diversi rappresentanti dell’industria petrolifera, secondo cui non andrebbero considerati per quanto riguarda gli investimenti fattori non finanziari, perché sarebbero stati messi a repentaglio i risparmi pensionistici di milioni di americani.

2 – Corte Conti Ue: i Paesi non sono riusciti a far rispettare le norme volte a prevenire l’inquinamento marino entro il 2030. Secondo la Corte, la contaminazione delle acque determinata dalle fuoriuscite di petrolio delle navi, dalle emissioni di gas, dagli scarichi di sostanze chimiche e dai rifiuti resta un nodo centrale per la qualità delle acque europee. I 216 milioni di euro di fondi Ue destinati ad affrontare le fonti di inquinamento delle navi sarebbero stati usati soprattutto per il miglioramento degli impianti portuali di raccolta dei rifiuti.

3 – Oltre 250mila morti prematuri a causa dell’inquinamento atmosferico. Questo è un problema enorme anche per l’Europa, nonostante il miglioramento dei parametri registrati negli ultimi anni. Secondo quanto affermato dalla commissaria Ue all’Ambiente Jessika Roswall nella conferenza del Rapporto di monitoraggio e previsione sull’inquinamento zero, il 17% dei tumori polmonari mortali è legato appunto all’inquinamento. E se si è assistito alla riduzione dell’uso di pesticidi e i rifiuti di plastica in mare, incidono le emissioni di microplastiche nell’ambiente, dell’inquinamento da nutrienti e della produzione di rifiuti.

4 – Saudi Aramco, ExxonMobil, Shell, Eni. Sono solo alcuni dei colossi del settore petrolifero che incidono sulla produzione di emissioni a livello globale. Secondo i dati dello studio sulla piattaforma Carbon Majors, la metà delle emissioni globali di CO2 responsabili del riscaldamento climatico proviene dai combustibili fossili prodotti da appena 36 aziende. Il totale delle emissioni prodotte dalle fonti tradizionali hanno generato oltre 20 miliardi di tonnellate di CO₂ nel 2023.

5 – Fino a 200 mila addetti in più nel settore: il mercato degli smart building, come era noto, ha un grande potenziale di crescita nel nostro Paese, ma mancano le nuove professionalità legate alla transizione energetica. Nella filiera, riporta un report The European House – Ambrosetti, ci sono attualmente 515 mila addetti, per un fatturato annuo da 174 miliardi di euro. Dallo studio emerge che restano aperte il 57,6% delle posizioni e la motivazione è determinata dalla scarsa competenza in tema digital e green.

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