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Crescono numero e visibilità delle imprese Benefit in Italia, ma tra nuove regole UE e pressione sulla misurabilità dell’impatto si apre una fase decisiva. Il confronto promosso da THUN con Nativa, Mountex e Virgin Active
A dieci anni dall’introduzione delle Società Benefit in Italia con la legge di Stabilità del 2016, il modello entra in una fase più matura e strutturata. Secondo la ricerca nazionale sulle Società Benefit promossa da Nativa, nel 2025 si contano oltre 5mila imprese Benefit nel Paese, con un aumento del 20% rispetto all’anno precedente e del +2% di incidenza nelle grandi imprese italiane. Nel frattempo, anche il contesto normativo europeo si è evoluto. L’entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive e l’avanzamento della Corporate Sustainability Due Diligence Directive spostano l’attenzione verso obblighi sempre più stringenti in termini di rendicontazione, tracciabilità e responsabilità lungo la filiera. In questo scenario, essere Società Benefit può rappresentare una base già orientata a integrare questi requisiti, soprattutto sul piano della governance e della gestione degli stakeholder. Il tema non è tanto l’adesione formale al modello, quanto la sua capacità di tradursi in pratiche operative solide e misurabili.
Società Benefit, governance d’impatto
Il tratto distintivo delle Società Benefit è l’integrazione, nello statuto, di finalità di beneficio comune accanto all’obiettivo di profitto. Questo implica un’evoluzione nella governance. Gli amministratori sono chiamati a bilanciare interessi economici, sociali e ambientali, rendicontando annualmente l’impatto generato. Secondo Erica Ezechieli di Nativa, prima Società Benefit in Europa, prima B Corp in Italia e Regenerative Design Company, “un’azienda dovrebbe agire sempre come motore per migliorare la società e l’ambiente. Per questo è oggi più che mai importante diffondere modelli di governance orientati alla rigenerazione, come le società benefit. Queste comprendono l’importanza di trattenere il valore creato e reinvestirlo localmente”.
Il principio trova crescente applicazione, anche se con livelli diversi di maturità. In molte realtà, l’integrazione dell’impatto nei processi decisionali è in evoluzione. Le metriche si stanno progressivamente strutturando, ma restano differenze nella profondità della rendicontazione. Il confronto con standard internazionali – GRI, ISO o target della Science Based Targets initiative – evidenzia come il percorso verso una piena comparabilità sia ancora in costruzione.
Impatti e misurazione: una fase di consolidamento
Il tema della misurabilità resta centrale. Le Società Benefit operano su più dimensioni – emissioni, welfare, relazioni territoriali, filiere – e iniziano a dotarsi di strumenti più strutturati per monitorare questi ambiti. Secondo i dati elaborati da Nativa, le imprese Benefit mostrano in media performance positive su diversi indicatori ESGESG ESG è l'acronimo di Environmental, Social, and Governance, che si traduce in italiano come Ambientale, Sociale e Governance. Questi tre componenti sono utilizzati per valutare l'impatto sostenibile e le pratiche etiche di un'azienda o di un'organizzazione. Ecco una spiegazione... Approfondisci. Tuttavia, il campione è ancora limitato e le metodologie non sempre omogenee. Più che un limite, si tratta di una fase fisiologica di sviluppo di un modello relativamente giovane, che oggi si confronta con un contesto regolatorio più esigente. La crescente attenzione della Commissione europea alla trasparenza – anche attraverso le regole sui Green Claims – porterà a una progressiva convergenza verso criteri più condivisi. Le dichiarazioni di impatto saranno sempre più chiamate a essere verificabili, comparabili e auditabili.
Mercato e capitale: una leva in evoluzione
Dal punto di vista del mercato, le Società Benefit stanno acquisendo rilevanza. L’interesse degli investitori ESG è in crescita e il modello viene sempre più utilizzato anche per attrarre talenti e rafforzare il posizionamento aziendale. Per Simon Thun, vicepresidente THUN SpA, “essere Società Benefit significa scegliere ogni giorno di essere un’impresa che non separa il successo dall’impatto, ma li considera parte della stessa storia”. Una visione che riflette un cambiamento culturale diffuso nel mondo imprenditoriale. Anche Damian Comper, Ceo di Mountex sottolinea il valore di questo approccio: “Le imprese oggi non crescono semplicemente reagendo ai problemi, ma costruendo insieme le condizioni per anticiparli. È su questo principio che abbiamo sviluppato Mountex, creando connessioni concrete tra aziende e favorendo relazioni che generano valore nel tempo”.
Oltre la crescita: verso una maggiore maturità
Le Società Benefit hanno superato la fase iniziale e stanno entrando in un percorso di consolidamento. La crescita numerica è significativa, la visibilità elevata, e l’allineamento con le grandi direttrici della transizione sostenibile sempre più evidente. Il passaggio successivo riguarda la capacità di rendere l’impatto sempre più misurabile, comparabile e integrato nei processi aziendali. In questo senso, il modello può evolvere da scelta identitaria a leva strategica, contribuendo in modo più strutturato alla trasformazione dell’economia reale. La sfida dei prossimi anni sarà accompagnare questa crescita con strumenti, metriche e pratiche in grado di renderla pienamente leggibile e scalabile.