Tempo di lettura: 2 minuti

Loading

La regione pluviale punta all’autonomia finanziaria per i suoi produttori rurali e il governo sostiene il programma di sviluppo agricolo. I prodotti saranno poi lanciati sul mercato con il marchio Inatù

La filiera dell’olio vegetale, del legno, della noce. L’Amazzonia punta sull’agricoltura sostenibile che porti all’autonomia finanziaria per i suoi produttori rurali e le popolazioni autoctone. E il governo brasiliano sostiene la strada dell’immensa regione fluviale verso la bioeconomia forestale, investendo quasi mezzo milione di euro in progetti di nove stati della regione amazzonica (Acre, Amapá, Amazonas, Maranhão, Mato Grosso, Pará, Rondônia, Roraima e Tocantins). Si tratta di un piano di sviluppo agricolo – secondo il ministero brasiliano dell’Agricoltura e dell’Allevamento – che mira a “migliorare la generazione di reddito attraverso la produzione di alimenti sani e sicuri, ampliando i canali di vendita al fine di creare opportunità di business, con equilibrio tra efficienza produttiva, beneficio sociale e conservazione dell’ambiente”. 

Un altro mezzo milione di euro è stato destinato al progetto agricolo sostenibile della regione fluviale dall’Istituto per la conservazione e lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia (Idesam), che è un’organizzazione non governativa dedicata alla promozione della conservazione ambientale. I progetti saranno selezionati attraverso un bando pubblico e le popolazioni estrattiviste, le famiglie contadine che vivono nelle unità di Conservazione e i beneficiari dei programmi di riforma agraria possono partecipare al processo di selezione attraverso le loro cooperative e organizzazioni sociali. 

I prodotti derivanti dall’attività estrattiva in Amazzonia saranno poi lanciati sul mercato attraverso Inatú: un marchio collettivo di prodotti amazzonici sostenibili creato da Idesam in collaborazione con associazioni e cooperative. Inatú è gestito dagli stessi produttori ed estrattivisti, che utilizzano processi di produzione moderni e collaborano con piccole e medie imprese per raggiungere il consumatore finale. Tra i prodotti ci sono l’olio di andiroba, caffè verde e breu, olio di resina di copaiba e burri di cupuaçu e mururu.

I fondi destinati alla bioeconomia amazzonica rientrano nel piano preparato dal governo nel corso dello scorso anno affinché vi sia l’integrazione di politiche pubbliche per gestire al meglio il ciclo produttivo nella regione fluviale: dall’adeguamento territoriale alla tutela delle filiere decarbonizzanti, all’assistenza tecnica mirata per l’export, alla certificazione biologica dei prodotti, valorizzando i saperi tradizionali.

Il programma di salvaguardare l’area amazzonica, tutelando la produzione estrattivistica sembra essere ostacolato dalla grande proprietà privata, soprattutto sul tema delle emissioni di carbonio. Uno studio “Slow-down of deforestation following a Brazilian forest policy was less effective on private lands than in all conservation areas”, pubblicato su Communications Earth & Environment da un team di ricercatori statunitensi, brasiliani e britannici, ha mostrato che dal 2012 più della metà della deforestazione nell’Amazzonia brasiliana è avvenuta nelle aree di conservazione private designate all’interno di proprietà private rurali che erano state progettate dalla politica forestale di conservazione del Brasile per ripristinare la vegetazione naturale.

Articoli correlati