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Il presidente del Consorzio racconta a SostenibileOggi le sfide dell’economia circolareEconomia circolare L'economia circolare è un modello economico che promuove la riduzione degli sprechi e l'uso efficiente delle risorse attraverso il riutilizzo, la riparazione, il rinnovamento e il riciclaggio dei materiali e dei prodotti. Approfondisci sulla raccolta, lavorazione e riutilizzo degli imballaggi in plastica
Lo sviluppo di modelli innovativi di riciclo, con l’apertura a clienti di mercati finora inesplorati. E l’orientamento alla diversificazione produttiva, con la creazione di nuovi prodotti ottenuti da una selezione sempre più spinta, il miglioramento della partnership con i riciclatori. È il piano che l’Italia deve seguire sulla strada del riciclo della plastica secondo Giorgio Quagliuolo, presidente del Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e l’imballaggio degli imballaggi in plastica), intervistato da SostenibileOggi.it: “L’Italia è un’eccellenza europea nel riciclo della plastica, è un dato di fatto. Le quantità avviate a riciclo nel 2021 sono nel complesso cresciute. L’atteggiamento è quello giusto, ma ci sono diverse sfide davanti a noi”. I dati sulla raccolta italiana fanno parte del rapporto “Il Riciclo in Italia”, secondo cui la plastica rappresenta quasi il 9% del 72% dei materiali riciclati nel nostro paese. Il presidente del Corepla indica quali sono i punti di forza del modello italiano: “Oggi gli impianti di selezione in Italia sono 31, ma la partita non si gioca solo grazie agli impianti. Le sfide dell’economia circolare per quanto concerne la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica sono sicuramente quelle che ci impongono le nuove direttive europee che delineano degli scenari estremamente sfidanti e ambiziosi ai quali ci stiamo attrezzando per dare una risposta positiva”, spiega Quagliuolo, “Stiamo massimizzando il riciclo meccanico, abbiamo all’orizzonte il riciclo chimico e stiamo cercando di incentivare e portare i brand owner su una politica maggiormente indirizzata verso l’utilizzo di imballaggi ecosostenibili”. Secondo il Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), in Italia si arriverà al riciclo del 75% degli imballaggi: dieci punti in più rispetto alla media che l’Ue chiede agli stati membri entro il 2025. Il Corepla ha stretto un accordo con Conai, Unionplast e Ipr per la certificazione per la riciclabilità degli imballaggi: “L’accordo istituisce un nuovo schema di certificazione per la riciclabilità degli imballaggi in plastica e stabilisce reciproco supporto per le attività di divulgazione di buone pratiche di sostenibilità ed economia circolare”, racconta Quagliuolo, “Si lavorerà alla stesura di un disciplinare di certificazione che si affianchi a strumenti nuovi o esistenti per consentire alle aziende di raggiungere livelli sempre più alti di riciclabilità, come richiesto anche dalla proposta di nuovo regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggi che prevede che nel 2030 possa essere commercializzato solo packaging riciclabile. L’accordo istituirà anche tutti i test di laboratorio necessari per verificare la conformità ai requisiti previsti”. Restano ovviamente dei punti oscuri, anche se i dati sul riciclo sono estremamente positivi, tipo il costo dei prodotti in plastica riciclata. La BEI (Banca Europea per gli Investimenti) vede tra le soluzioni anche l’applicazione della plastic tax, che non entrerà in vigore almeno fino al 2024. “La plastic tax non è la soluzione”, taglia corto il presidente del Corepla, “Questa tassa genererebbe solo costi supplementari per i consumatori, nessun vantaggio per l’ambiente e la perdita nel breve periodo di migliaia di posti di lavoro. Inoltre, spingerebbe fuori dal mercato anche gli imballaggi che già oggi sono riciclabili al 100% e andrebbe a colpire anche il mercato dei prodotti riciclati, penalizzando fortemente l’economia del Paese con conseguente sostituzione degli imballaggi in plastica riciclabili con altri materiali non riciclabili prodotti all’estero”.