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Responsabilità estesa del produttore sul ciclo dei prodotti tessili: la parola ora passa al Parlamento
I produttori del tessile che diventano responsabili dell’intero ciclo di vita dei tessuti. E’ la strada che l’Unione europea prova a sostenere nel processo che porta all’adozione dell’economia circolareEconomia circolare L'economia circolare è un modello economico che promuove la riduzione degli sprechi e l'uso efficiente delle risorse attraverso il riutilizzo, la riparazione, il rinnovamento e il riciclaggio dei materiali e dei prodotti. Approfondisci. Due settimane fa la Commissione Ue ha annunciato le sue proposte per una produzione sostenibile sul tessile, un intervento per andare verso gli impegni assunti dal Green Deal europeo, dal piano di azione per l’economia circolare e della strategia industriale nell’Ue.
Dunque, regimi obbligatori e armonizzati di responsabilità estesa del produttore per i settori tessili in tutti gli Stati membri dell’Ue come modifica alla Waste Framework Directive. Secondo queste nuove regole, i produttori saranno obbligati a coprire i costi di gestione dei rifiuti tessili. La Commissione spera che rappresenti un incentivo per le aziende dell’abbigliamento per ridurre gli sprechi di materiale e ad aumentare la circolarità dei prodotti, progettando tessuti migliori fin dall’inizio delle fasi produttive. L’importo che i produttori pagheranno, in caso di mancata adozione di tali norme, sarà adeguato in base alle prestazioni ambientali.
La parola ora passa (anche per le eventuali modifiche alla direttiva quadro sui rifiuti Ue, che stabilisce i principi su riciclo e recupero) , al Parlamento Ue e al Consiglio Ue. Ricordando anche i numeri: l’Ue genera 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili all’anno. L’abbigliamento e le calzature rappresentano da soli 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, equivalenti a 12 kg di rifiuti per persona ogni anno. Attualmente, solo il 22% dei rifiuti tessili post-consumo viene raccolto separatamente per il riutilizzo o il riciclo, mentre il resto viene spesso incenerito o smaltito in discarica.
Le norme proposte dalla Commissione Ue renderanno inoltre più facile per gli Stati membri attuare l’obbligo di raccogliere i prodotti tessili separatamente a partire dal 2025, in linea con la legislazione vigente. La proposta affronta anche la questione delle esportazioni illegali di rifiuti tessili verso paesi mal attrezzati per gestirli tendenzialmente nel Sud del mondo.