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Gli Stati Uniti e altri 13 paesi lanciano una piattaforma per plasmare il futuro della cooperazione economica in un’area che vale il 40% del Pil mondiale

Un accordo multilaterale – il primo e sinora unico nel suo genere – per contenere la forza della supply chain della Cina. A Detroit negli scorsi giorni si è tenuto l’incontro di 14 paesi, capitanati dagli Stati Uniti, che ha visto la ratifica di un’intesa sulle catene di distribuzione. L’unione si chiama Indo-Pacific Economic Framework for Prosperity (IPEF) e comprende Australia, Brunei, Fiji, India, Indonesia, Giappone, Repubblica di Corea, Malaysia, Nuova Zelanda, Filippine, Singapore, Tailandia, Vietnam. 

L’amo è stato lanciato da Joe Biden lo scorso anno, preoccupato dallo strapotere di Pechino su alcune catene di distribuzione. L’idea di una nuova piattaforma per una cooperazione economica è ora sostenuta con un gruppo di quelli che sono stati definiti con valori democratici, ritenuti opposti a quelli autoritari cinesi. 

L’IPEF si pone quindi l’obiettivo di aiutare gli Stati Uniti e i suoi partner a plasmare il futuro della cooperazione economica e del commercio in una regione che ospita il 40% del Pil globale, con partnership strategiche su energia pulita, fabbricazione di semiconduttori (su cui Pechino conserva la supply chain) e la biotecnologia. 

Quindi a Detroit, le parti IPEF hanno delineato i principali contorni del nuovo accordo riguardante le catene di approvvigionamento, “più resilienti e competitive”. I 14 Paesi hanno dichiarato nuove aspettative condivise per i partner per identificare e monitorare le catene di approvvigionamento per settori critici e beni chiave, migliorare il coordinamento e la risposta alle crisi, rafforzare la logistica, migliorare le condizioni dei lavoratori, promuovere lo sviluppo della forza lavoro e identificare opportunità di assistenza tecnica e sviluppo delle capacità.

Washington si è impegnata in diversi nuovi programmi tecnici e di capacity building, progetti pilota di spedizioni digitali, espansione del programma statunitense Customs Trade Partnership Against Terrorism (CTPAT) nell’Indo-Pacifico, poi un programma di scambio IPEF STEM e ulteriori corsi di formazione, simposi e missioni commerciali bidirezionali. Il governo degli Stati Uniti ha trovato partner disponibili nell’Indo-Pacifico, che sperano di evitare interruzioni delle catene di approvvigionamento, come avvenuto durante la pandemia. Ovviamente si attende ora la risposta di Pechino.

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