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Lo studio: per centrare il target Onu serve una riduzione del 50%
Una riduzione decisa dell’utilizzo di plastica a livello mondiale. Addirittura del 50%, per centrare il target fissato dalle Nazioni Unite. Forse è una discussione fuori tempo massimo, ma in un articolo pubblicato sulla rivista ‘Nature‘ i ricercatori del Programma ‘Oxford Martin’ sul futuro delle plastica dell’Università di Oxford propongono un quartetto di punti da seguire per arrivare alla meta e smontare un sistema che produce oltre 1 gigatonnellata di gas serraGas serra: cosa sono e quale impatto hanno sull'ambiente Definizione di gas serra Cosa sono i gas serra I gas serra sono una serie di composti chimici presenti nell'atmosfera che hanno la capacità di trattenere il calore proveniente dal Sole,... Approfondisci annui. Un gigante, un Leviatano di plastica. Ecco i punti dello studio di Oxford University finito su Nature: riduzione della domanda futura di plastica del 50%, sostituzione dei combustibili fossili con materiali grezzi rinnovabili per la produzione della plastica stessa, poi puntare al 95% delle plastiche recuperabili, quindi potenziando il riciclo, e infine usare le fonti rinnovabili nel ciclo produttivo.
La bozza Onu e il summit a Nairobi
A novembre si è discusso a Nairobi al terzo incontro sul Trattato mondiale contro l’inquinamento da plastica, da coordinare entro la fine dell’anno in corso sotto la guida del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), sulla base della prima bozza preparata dall’Onu, definita la bozza zero, prodotta a settembre, con diverse opzioni di attuazione per lo stop alla plastica, tra cui il limite alla produzione di plastica, l’azzeramento di tutti gli incentivi per la produzione della plastica, ma anche l’introduzione di nuove e salate tasse per i produttori.
Una scelta di campo, tra l’Unione europea che sostiene gli obiettivi delle Nazioni Unite e i principali produttori di petrolio e gas come gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita che sono ovviamente sull’altro lato della sponda. Al tavolo c’è anche l’Ue, che però ha deciso di rinviare l’adozione della norma individuata per abbattere domanda e consumo di plastica, ossia la Plastic Tax.