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L’ONG Environmental Defense Fund Europe: per sette colossi bancari non c’è piano su riduzione emissioni

Metano, le banche europee non fanno passi indietro sul fronte delle emissioni. Lo rivela uno studio pubblicato da Environmental Defense Fund Europe (EDFE), una ONG ambientalista. In merito alle politiche di trasparenza, il report indica che sette banche analizzate – Barclays, BNP Paribas, Deutsche Bank, HSBC, ING, Société Générale e UniCredit – non hanno sinora fissato criteri rigorosi di rendicontazione del metano per l’accesso al credito e non c’è traccia di una specie di piano di rientro sulla produzione delle emissioni. Eppure il metano, come è risaputo, è identificato come il secondo maggior responsabile del riscaldamento globale. Può riscaldare oltre 80 volte l’anidride carbonica nei primi 20 anni dall’immissione nell’atmosfera. 

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha stimato che servirebbero investimenti da 75 miliardi di dollari per arrivare alla riduzione delle emissioni entro la fine del decennio. In questo senso l’Italia pare essersi portata avanti nella lotta alle emissioni di metano e nel Pniec approvato da poche settimane, in merito a emissioni e assorbimenti di gas serra, si prevede di andare oltre l’obiettivo del Fitfor55 sugli impianti industriali vincolati dalla normativa Ets, arrivando al –66% rispetto ai livelli del 2005. L’obiettivo dell’Ue è fissato a -62%.

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