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Studio su Nature: potrebbe essere stoccato il 20% del carbonio in più

Sono in grado di intercettare e immagazzinare quasi la terza parte delle emissioni che vengono spedite nell’atmosfera. Il contributo degli oceani, come è risaputo, è determinante per almeno provare a rallentare la corsa del riscaldamento globale. Ma un recente studio pubblicato su Nature e realizzato dal CNR francese rivela addirittura che la capacità di stoccaggio di Co2 degli oceani sarebbe sottostimata: almeno il 20% in più di carbonio potrebbe essere catturato, dagli 11 milioni di tonnellate di carbonio che verrebbero stipate – stime 2021 dell’IPCC, ossia il Panel Intergovernativo sul Cambiamento climatico – si potrebbe arrivare, secondo l’analisi transalpina, fino a 15 milioni di tonnellate di Co2 messe in riserva. 

Il CNR, come metodo di lavoro, ha passato al setaccio tutti gli studi emersi dalle spedizioni negli oceani, analizzando i flussi di carbonio presenti nelle acque marine. Il punto è che, pur essendoci una maggiore capacità di assorbimento delle emissioni da parte degli oceani, questo elemento non si tradurrebbe in un contributo fattivo contro i disastri provocati dal climate change. In sostanza, dato che questo processo si esercita nel corso di migliaia di anni, non è un argine all’inquinamento prodotto dalla società industriale.

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