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La scelta francese: chiusura delle ultime due centrali a carbone in funzione

Un taglio deciso alle emissioni, addirittura sino al 55% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990). Il piano ambizioso di Parigi, anticipato a maggio dalla prima ministra Elisabeth Borne al Consiglio Nazionale per la Transizione Ecologica e annunciato nei giorni scorsi dal presidente francese Emmanuel Macron, è anche un manifesto pubblico ideato per rispettare gli impegni del paese legati al clima entro i prossimi sette anni anche attraverso la limitazione della dipendenza dai combustibili fossili e l’incremento dell’uso delle auto elettriche. La scelta francese è in linea con il pacchetto Fir for 55 dell’Ue. Per raggiungere tale obiettivo la Francia si muove anche sul carbone: saranno chiuse le due centrali a carbone ancora in funzione nel paese, poi convertite in energia da biomassa, prodotta bruciando legno, piante e altro materiale organico, entro il 2027.

Un milione di pompe di calore al posto delle caldaie a gas

Il piano prevede che la Francia produrrà un milione di pompe di calore (quindi arrivando a triplicare l’attuale produzione) e formerà 30 mila addetti per l’installazione di queste pompe di calore, che andranno così a sostituire le caldaie a gas. Secondo gli intendimenti del piano Macron, il governo spenderà 700 milioni di euro per la creazione di 13 linee ferroviarie suburbane dentro e intorno alle città francesi per incoraggiare le persone a passare dalle auto private ai trasporti pubblici a basse emissioni. Verranno anche firmati contratti con le autorità regionali che permetteranno alle industrie ferroviarie di lanciare nuovi progetti e creare posti di lavoro. Un pacchetto di misure, ambiziose e difficili da centrare in breve tempo, per la decarbonizzazione dell’economia transalpina.

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