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Climate Action Tracker: nel G20 nessuno ha finora adottato politiche coerenti sulla limitazione del riscaldamento globale a 1,5 gradi

Parigi è bella, bellissima, ma a quanto pare non ci sono molti paesi che ne mostrano rispetto, in riferimento all’Accordo sancito ma non rispettato dai paesi che formano il G20. Secondo i dati diffusi dal Climate Action Tracker, analizzati anche durante la Cop28 a Dubai, nel G20 nessuno ha finora adottato politiche coerenti con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi. E si può dire lo stesso anche sul rispetto preso sulla riduzione delle emissioni. Insomma, parole tante, risultati zero, o quasi. Climate Action Tracker per la sua analisi ha preso in esame ogni paese rispetto al suo contributo fornito per ridurre le emissioni di gas serra. Otto paesi del G20 – Argentina, Corea del Sud, Arabia Saudita, Russia, Turchia, Canada, Messico e Indonesia – sono stati ritenuti assai insufficienti, ma hanno svolto al peggio i compiti a casa anche Cina, Brasile, Australia, Ue e Regno Unito, con l’adozione di politiche poco coerenti con la soglia di 1,5 gradi di aumento di temperatura. Soprattutto la Cina indossa la maglia nera sul tema, ma anche il Brasile è un osservato speciale, perché se la quantità di foreste abbattute è diminuita in modo significativo dall’elezione di Lula dopo l’era Bolsonaro che ha consentito qualsiasi tipo di operazione, il paese sudamericano è ancora un importante produttore di combustibili fossili. Secondo il report, ci sono altri paesi che hanno fatto meglio in termini di rispetto di quanto stabilito nell’Accordo di Parigi, anche se lontani dai target di riferimento: una specie di bocciatura con riserva che riguarda Stati Uniti, Giappone, Sudafrica, Germania e India.

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